3 domande a
Barbara Stocker, collaboratrice scientifica del Museo provinciale degli usi e costumi e del Museo provinciale del vino
Da quando si utilizza il rame nella viticoltura? Alla fine del XIX secolo il vetriolo di rame o verde - rame sostituì la polvere di calcare nella lotta alla peronospora, un parassita della vite. L’innovazione si deve all’enologo Edmund Mach (1846-1901) che nel 1885, durante un viaggio di studi in Francia, venne a conoscenza dei buoni risultati ottenuti con questa sostanza dai viticoltori transalpini.
Come si spruzzava il verderame? Prima dell’avvento dei moderni nebulizzatori, si utilizzavano pompe a zaino con una capacità di 20-25 litri, realizzate da fabbri e lattonieri locali. Gli esemplari conservati nel museo presentano ancora oggi le tipiche macchie verdastre dell’ossido di rame.
Il museo conserva anche suppellettili di rame? È senz’altro celebre il paiolo di Caldaro, tanto che ha trovato posto addirittura sullo stendardo comunale. I buongustai sono convinti che la polenta, in dialetto locale “Plent”, sia più buona se viene cotta nel paiolo in rame.
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