Curiosità e stranezze
Cervi che traslocano a causa del bostrico, cabine con ancora i colori originali degli anni sessanta, e Ötzi in 3D: sono solo alcune storie davvero insolite provenienti dai nostri musei.
Lost place a Ridanna. L’inventario e la cura delle collezioni sono tra i compiti fondamentali di ogni museo, e a questo fine gli specialisti lavorano sulla catalogazione dei relativi oggetti. Ma quel che Samantha Schneider ha scoperto durante il suo lavoro al Museo provinciale miniere di Ridanna è singolare anche per un museo tecnico: dietro alcuni cancelli chiusi ha trovato un “lost place”, cioè un sito caduto da tempo nel dimenticatoio. Al suo interno c’erano decine di cabine con ancora i colori originali degli anni sessanta. Risale a quell’epoca, infatti, la costruzione di una funivia da Masseria in Val Ridanna alla galleria Poschhaus in Valle di Lazzago, con la quale i minatori raggiungevano ogni giorno il loro posto di lavoro in montagna. Ora si sta pensando a come valorizzare la scoperta a livello museale.
Trasloco di cervi. Per quasi vent’anni i cervi bianchi sono stati un’attrazione molto amata del Museo della caccia di Castel Wolfsthurn a Mareta, deliziando non solo i visitatori ma anche gli escursionisti e gli abitanti del paese. A causa dell’infestazione di bostrico l’habitat degli animali è stato alterato significativamente, poiché nel loro recinto si è dovuti ricorrere all’abbattimento di vari abeti rossi infestati. Dato che la perdita di un ambiente familiare dove brucare e ripararsi pregiudicava il benessere degli animali, l’Agenzia Demanio provinciale si è offerta di prendersi carico dei cervi. Da dicembre 2022 vivono nel recinto di Zannes in Val di Funes: qui si trovano visibilmente bene, come racconta il direttore della stazione Andreas Munter.
Da visitatori a patologi. Al Museo Archeologico dell’Alto Adige i visitatori più curiosi possono calarsi nei panni di un medico legale o di una patologa e utilizzare una nuovissima animazione 3D per esaminare da vicino la punta di freccia letale conficcata nella spalla di Ötzi. Sull’uomo venuto dal ghiaccio vengono effettuate ogni cinque anni delle tomografie computerizzate per ragioni legate alla sua conservazione. Le TAC vengono poi convertite in modelli 3D tramite un moderno software medico per restituire con mezzi non invasivi un’immagine realistica dell’interno del corpo di Ötzi. Queste riprese consentono di investigare in prima persona sul caso dell'omicidio di Ötzi.
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