Musei for future
“Uno. Dieci. Diciassette.”: è il nome del progetto dei Musei provinciali dell’Alto Adige che punta a rendere l’azienda sostenibile. Basata sull’Agenda 2030 con i suoi diciassette obiettivi, questa strategia mira non solo a proteggere l’ambiente ma anche a promuovere i cambiamenti sociali. Un compito immane.
"Nature doesn’t need people”, la natura non ha bisogno degli esseri umani. È una battuta di Indiana Jones, l’intrepido avventuriero e archeologo interpretato da Harrison Ford che fa ormai parte della storia del cinema. E dice il vero: in effetti la natura non ha bisogno né del genere umano né dei musei. Noi esseri umani, invece, abbiamo bisogno sia di un ambiente intatto che dei musei. E se uno dei loro compiti principali è quello di salvaguardare i beni culturali, la storia e le conoscenze dell’umanità, anche la protezione dell’ambiente deve diventare un obiettivo primario. È giunto il momento che il settore culturale si concentri sul tema della sostenibilità, preparandosi per il futuro. Perché la sostenibilità riguarda tutti noi.
Negli ultimi anni la sostenibilità e la trasformazione sostenibile sono diventate un tema sempre più primario. Al centro di questa evoluzione ci sono obiettivi non solo ecologici, ma anche sociali ed economici. Tutti devono essere consapevoli che la tutela dell’ambiente va ben oltre la corretta raccolta differenziata, e che l’inclusione e l’economia circolare sono aspetti cruciali tanto quanto la transizione energetica.
Il punto di partenza. Nel 2016 l’UE ha adottato il programma d’azione “Trasformare il nostro mondo: Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, abbreviato in Agenda 2030. I suoi diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals o SDGs) sono il punto di partenza per un viaggio verso un futuro vivibile e sostenibile. Uno sguardo alla dichiarazione d’intenti dei Musei provinciali conferma che essa include già molti di questi obiettivi, per esempio l’istruzione di qualità o la collaborazione e la partnership con i decisori locali.
Le misure nei musei. Da molto tempo ciascun museo provinciale adotta misure per la tutela dell’ambiente e delle persone che vanno molto oltre le toilettes senza barriere o la raccolta differenziata dei rifiuti. I temi sociali ed ecologici non sono solo condivisi tramite progetti e mostre, ma trovano applicazione concreta. Il Museo di Scienze Naturali, per esempio, collabora da molti anni con gruppi di attivisti come “Fridays for Future” e “Scientists for Future” in campagne di sensibilizzazione e rafforzamento della consapevolezza sul tema. La sua home page adotta un linguaggio semplice che rende più accessibili le informazioni e promuove l’inclusione.
Anche il Museo provinciale degli usi e costumi si interessa allo smaltimento dei rifiuti per ragioni di conservazione delle risorse. Il Forte di Fortezza organizza ogni anno la manifestazione “fortezzaDONNA”, che ha come fulcro il lavoro di varie artiste e di conseguenza la parità di genere, anch’essa parte dei diciassette obiettivi. Il Museo provinciale miniere nel suo shop ha rinunciato interamente agli imballaggi in plastica e dal 2020 coopera con laboratori protetti per trasformare vecchi materiali stampati in scatole e sacchetti. I programmi di comunicazione “Tesori della terra” e “Museo in classe!” mirano a un’istruzione di alta qualità per i bambini e le bambine, in armonia con l’obiettivo dell’Agenda 2030 di promuovere la formazione permanente.
Il Museo Archeologico adotta anche sistemi di virtual learning: “Online con Ötzi” è un’iniziativa che permette alle classi scolastiche di partecipare a una visita guidata virtuale. Così anche gli alunni che non possono raggiungere Bolzano possono vedere l’uomo venuto dal ghiaccio. Il Touriseum promuove la cosiddetta “Citizen science”, una pratica che include le conoscenze dei cittadini nelle esposizioni e nei progetti scientifici. Questi sono solo alcuni esempi di come i Musei provinciali affrontano la sostenibilità.
Uno. Dieci. Diciassette. La trasformazione sostenibile richiede una strategia utile anche e soprattutto per evitare il greenwashing, cioè la manipolazione della comunicazione aziendale al fine di far sembrare l’azienda e i suoi prodotti più “verdi” ed ecologicamente sostenibili di quanto in realtà siano. Questa strategia è in corso di sviluppo e attuazione anche per i Musei provinciali dell’Alto Adige, con il progetto “Uno. Dieci. Diciassette. – Un’Azienda. Dieci Musei provinciali. Diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile."
La gestione strategica della sostenibilità e della trasformazione prevede l’elaborazione di questo tipo di strategia e include alcune linee guida che si applicano alle imprese ma possono essere adottate anche dal settore culturale e ai musei. La strategia prevede che il processo di cambiamento dei Musei provinciali inizi con un esame obiettivo della situazione attuale. Già questo primo passo rappresenta una sfida, poiché riguarda dieci musei e diciannove siti distribuiti in tutto l’Alto Adige, più il Centro di Storia Regionale; a questi si aggiungono edifici sotto tutela monumentale e vaste collezioni di oggetti delicati. Ecco perché questo inventario è un’impresa titanica.
A cosa puntiamo? Compiuta la ricognizione dello status quo e l’analisi del contesto, i Musei provinciali devono definire i propri obiettivi. Qual è il traguardo? L’obiettivo e la visione sono rendere i dieci musei con i loro siti il più possibile idonei ad attuare gli obiettivi dell’Agenda 2030. Intendiamo lavorare insieme per ottenere un panorama museale altoatesino sostenibile, interessante e accessibile a tutti. Puntiamo, ove possibile, ad annullare le emissioni di gas serra dei Musei provinciali per ridurre nettamente l’impronta climatica. Di contro vogliamo massimizzare l’impronta positiva.
Come ci arriviamo? La gestione strategica della sostenibilità è legata alla motivazione e alle resistenze dei dipendenti di un’impresa. Per questo i primi passi della strategia dei Musei provinciali sono rivolti verso l’interno: un sondaggio condotto tra tutti i dipendenti serve a comprendere quale importanza giochi la sostenibilità nella vita dei collaboratori e delle collaboratrici. L’inchiesta ha lo scopo di far emergere la situazione dei musei e a portare alla luce eventuali ostacoli alla trasformazione. Non da ultimo ha l’effetto di mettere in moto il dialogo e stimolare le riflessioni.
Sulla base di ciò si creeranno nei singoli musei, sotto la guida della responsabile della sostenibilità, gruppi di lavoro che formuleranno e attueranno insieme i passi successivi della strategia. Per rendere il più possibile efficienti i gruppi di lavoro è previsto un viaggio di studio con i soggetti coinvolti non solo per approfondire i temi della protezione dell’ambiente e delle persone e del ruolo dei musei, ma anche per conoscere gli “strumenti” concreti di gestione della sostenibilità e imparare ad applicarli. Il progetto trae forza dalla partecipazione e dallo scambio di conoscenze, dal dialogo con le esperte e gli esperti, dalla motivazione dei dipendenti a voler contribuire a rendere il nostro pianeta sostenibile per il futuro.
In una scena Indiana Jones, riferendosi a un prezioso crocefisso che il suo avversario ha in mano, dice: “Questo deve stare in un museo”. Anche la sostenibilità e la gestione strategica della trasformazione devono stare nei musei, facendone anzi parte integrante. Devono essere riconosciute come un compito e un impegno fondamentali ed essere perseguite con coerenza.
ss
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