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Si è messa all’opera

19/04/2024

Sofia Steger, 31 anni, dal 2024 è la responsabile della sostenibilità dell’Azienda Musei provinciali, con l’incarico di accompagnare i musei verso un futuro più sostenibile. Come intende assolvere a questo compito titanico, ce lo racconta in questa intervista.

 Con ottimismo e tanta verve: Sofia Steger, originaria della Val Pusteria, prepara l’Azienda Musei provinciali per il futuro. (Foto: Patrizia Corriero)
Con ottimismo e tanta verve: Sofia Steger, originaria della Val Pusteria, prepara l’Azienda Musei provinciali per il futuro. (Foto: Patrizia Corriero)

Signora Steger, come si diventa responsabili della sostenibilità? Non sono sicura che la mia carriera possa essere di esempio ad altri, perché mi sono sempre trovata a intraprendere strade nuove. La mia famiglia viene dal settore alberghiero e io ho frequentato il liceo pedagogico con indirizzo musicale. Con il mio idealismo giovanile volevo migliorare il mondo e, per questo, ho fatto un viaggio solidale con OEW e YoungCaritas; siamo andati a visitare una scuola in Uganda. Dopo il mio ritorno ho insegnato, ma qualcosa mi spingeva a tornare in Uganda. A questo punto avevo già capito che migliorare il mondo non è una cosa tanto facile. Ma volevo comunque studiare qualcosa che potesse mantenere vivo, almeno in parte, il mio idealismo.

Così è arrivata alla gestione delle catastrofi? Esattamente, in Uganda ho studiato gestione delle crisi e delle catastrofi e, nell’ambito del mio percorso di studi, ho cominciato a lavorare per le donne e il movimento LGBT. Con il mio gruppo di lavoro ho stilato statistiche e intervistato donne, ragazze e persone della comunità LGBT. È stato un lavoro molto emozionante.

Nel 2018 ha fatto ritorno in Alto Adige e ha cominciato a lavorare alla biglietteria del Museo provinciale delle miniere. Poi che è successo? In un certo modo sono rimasta “incastrata”, per così dire. Innanzitutto ho continuato la mia formazione e ho assunto la direzione del reparto Marketing ed event management del Museo provinciale delle miniere. Lo scorso anno ho quindi ottenuto una certificazione per il management della sostenibilità e della trasformazione e da gennaio 2024 ho assunto la gestione di questo settore per l’Azienda Musei provinciali.

La sua formazione e la sua esperienza lavorativa in Uganda hanno contribuito alla sua comprensione del tema della sostenibilità? Assolutamente sì! Ho imparato che la sostenibilità è molto più della semplice ecologia. Scrivendo la mia tesi di laurea sugli effetti sociali, ecologici ed economici che multinazionali come Coca-Cola e Nestlé hanno sulla società, mi sono resa conto di quanto ecologia, economia e società siano strettamente connesse le une con le altre. Lavorando nel movimento LGBT ho poi sviluppato una più profonda consapevolezza verso il femminismo intersezionale e l’uguaglianza sociale. Il lavoro nel marketing mi mostra sempre più come il greenwashing e il pinkwashing riescano a influenzare le nostre opinioni. 

È la prima volta che esiste il ruolo di responsabile della sostenibilità dell’Azienda Musei provinciali. Da dove intende iniziare? Il primo passo che voglio compiere è anche il mio compito principale, cioè ideare una strategia che indichi la strada per preparare l’azienda ad affrontare il futuro. Poi bisogna verificare che questa strategia venga applicata con coerenza anche nella realtà.

Quali sono i passi concreti per rendere sostenibili i Musei provinciali? Dopo una prima analisi dello status quo e del contesto, il mio compito è stato quello di definire un obiettivo comune per tutti i Musei provinciali – mi rendo conto che può suonare come una visione piuttosto utopica. Per riuscire a concretizzare questa utopia nella cruda realtà, concentro la strategia soprattutto sui collaboratori e sulle collaboratrici, perché devo capire dove potrebbero sorgere degli ostacoli per poter reagire di conseguenza. 

Con il suo team di progetto ha sviluppato un questionario per i collaboratori e le collaboratrici: qual è l’obiettivo di questo sondaggio? Vogliamo capire quali motivazioni e quali resistenze emergono, quanto forte sia il loro influsso e con quali interventi di sviluppo del personale e dell’organizzazione sia necessario iniziare il lavoro. A seconda del risultato, nei vari musei saranno quindi formati dei gruppi di lavoro che, con il mio coordinamento e sostegno, proseguiranno lungo il percorso. In occasione di workshop, i vari gruppi di lavoro impareranno a familiarizzare con i singoli strumenti, apprenderanno le fasi della gestione della sostenibilità e saranno quindi anche in grado di sensibilizzare, a loro volta, tutto il team. 

Quali altre tappe prevede la strategia? Vogliamo organizzare i workshop ancora entro quest’anno, per poi partire insieme ai team con il “lavoro vero”. Davanti a noi c’è una montagna di cose da fare: analisi della materialità e bilancio CO2, relazione ESG secondo le linee guida UE e molto altro. I singoli dati degli edifici saranno inviati a me, in modo che mi sia possibile redigere una relazione di sostenibilità in tre dimensioni.

L’Azienda Musei provinciali è una struttura complessa. Quali sono le sfide che La attendono? Parliamo di dieci musei con diciannove sedi e del Centro di Storia Regionale sparso su tutto il territorio, in edifici storici e in parte sotto tutela artistica – per non parlare delle gallerie, dei bunker e dei tunnel. Le strutture ospitano oggetti sensibili raccolti in collezioni la cui mole supera la capacità dei nostri depositi. Sicuramente incontreremo una certa resistenza da parte del pubblico e dell’amministrazione. In più dobbiamo occuparci anche di molta burocrazia, tipica della pubblica amministrazione. Tutto questo rende il processo una sfida davvero enorme.  

Una sfida che Lei accetta? Naturalmente! Il filosofo Antonio Gramsci ha scritto: “Un pessimismo dell’intelligenza, un ottimismo della volontà”. Ed è con questo approccio che vogliamo affrontare il tema della sostenibilità: siamo consapevoli della situazione e guardiamo con realismo a questo compito titanico. Con il nostro ottimismo e il nostro ingegno di persone e addetti museali creiamo le soluzioni che renderanno il nostro paesaggio museale degno di essere vissuto e capace di guardare al futuro.

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