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Sulle tracce di cacciatori e raccoglitori

19/04/2024

Preistorico significa primitivo? Assolutamente no! Il festival dell’archeologia “Ritorno alla preistoria” sui prati del Talvera a Bolzano mostra quante conoscenze e abilità fossero necessarie per realizzare archi, indumenti e calzature.

 Divulgazione scientifica innovativa: al festival dell’archeologia sui prati del Talvera di Bolzano vari esperti ed esperte svelano le tecniche con le quali i nostri antenati producevano oggetti d’uso quotidiano – con la partecipazione attiva di visitatori e visitatrici (Foto: Museo Archeologico dell’Alto Adige/dpi)
Divulgazione scientifica innovativa: al festival dell’archeologia sui prati del Talvera di Bolzano vari esperti ed esperte svelano le tecniche con le quali i nostri antenati producevano oggetti d’uso quotidiano – con la partecipazione attiva di visitatori e visitatrici (Foto: Museo Archeologico dell’Alto Adige/dpi)

Un anno dopo il Museo Archeologico dell’Alto Adige, anche il festival dell’archeologia sui prati del Talvera festeggia un importante traguardo: venticinque anni fa, ovvero nel 1999, esperte ed esperti di archeologia sperimentale provenienti da tutta Europa si riunirono proprio qui per la prima volta e da allora, ogni due anni, in autunno, presentano il lato pratico dell’archeologia. Adulti e bambini possono assistere a dimostrazioni di artigianato preistorico e sperimentare in prima persona tecniche culturali quasi dimenticate.

Un concetto innovativo. Per il Museo Archeologico dell’Alto Adige, questo evento all’aria aperta rappresenta una parte importante di un’innovativa ed emozionante promozione museale in grado di coinvolgere in modo interattivo i grandi e piccoli ospiti del museo. Nelle teche del museo sono esposti tanti oggetti originali “già fatti” risalenti alle epoche passate; il festival museale “Ritorno alla preistoria” mostra come venivano realizzati e utilizzati.

Sin dalla prima edizione di “Ritorno alla preistoria”, nel corso di tutti i venticinque anni il team del Museo Archeologico dell’Alto Adige ha collaborato all’organizzazione della rassegna dedicata alla preistoria. I temi e gli argomenti al centro dell’attenzione sono stati sempre diversi. Invece ciò che è rimasto sempre inalterato in tutte le edizioni è il fascino esercitato dalla tecnica archeologica. In un piccolo villaggio di tende allestito non lontano dal museo, i professionisti del settore affrontano l’emozionante sfida di lavorare con i materiali e le tecniche di epoche diverse. Grazie a “Ritorno alla preistoria”, per esempio, si può capire meglio come funzionavano l’arco e le frecce di Ötzi, cosa serviva per la loro realizzazione e perché solo alcuni specifici materiali venivano utilizzati per realizzarli. E poi si risponde a tante altre domande e curiosità: come si accende un fuoco con il cattivo tempo? E come si produce l’adesivo preistorico fatto con il catrame di betulla? 

Vivere la storia in prima persona. Nella maggioranza dei casi, oltre alla ricerca dei materiali adatti, è necessaria anche molta pazienza: per forgiare un’ascia di rame o per trasformare un pezzo di selce in una lama di pugnale serve molto tempo. Per questo motivo, in un solo fine settimana, non è sempre possibile realizzare, per esempio, una freccia pronta per volare. Ecco perché, nell’ambito delle due giornate del festival, il team degli organizzatori ha previsto di allestire degli spazi dedicati: in ciascuna tenda vengono realizzate le singole fasi della lavorazione e tutti gli interessati possono mettervi mano in prima persona. Archeologhe e archeologi sperimentali di grande esperienza nonché il team del museo, sono sempre a disposizione per aiutare e per spiegare i materiali di partenza e la loro lavorazione. 

Nelle ormai sedici edizioni di “Ritorno alla preistoria” ci si è occupati di temi quali la realizzazione di archi e frecce, l’estrazione e la lavorazione del rame all’epoca di Ötzi, la selce e gli impressionanti strumenti di pietra focaia, le tecniche per la realizzazione di scarpe e le calzature di diverse epoche, gli ideali di bellezza e la moda all’epoca dei Romani e tante altre tecniche come la forgiatura, la produzione di ceramica, la preparazione dei pigmenti colorati, la creazione di gioielli, l’intrecciatura, la lavorazione del legno e della lana o la tessitura. 

Il sapere dei nostri antenati. Durante la lavorazione, gli ospiti del festival, piccoli e grandi, si fanno un’idea precisa del tempo e dell’abilità necessari per filare un filo di lana, raschiare una pelliccia o creare una lama di selce perfettamente affilata. E anche cosa si prova a indossare un paio di scarpe fatte con le proprie mani o a scagliare una freccia con un arco lungo. Il festival dell’archeologia offre la possibilità di vivere la storia in prima persona e fornisce uno spaccato realistico su come le persone vivessero durante la preistoria e di quali conoscenze avessero.

“Ritorno alla preistoria” si svolge ogni due anni in alternanza con le mostre temporanee del museo. Quest’anno è nuovamente il suo turno: in relazione con l’attuale mostra temporanea “Past Food – 15.000 anni di alimentazione”, per la prima volta in assoluto l’attenzione viene concentrata sugli alimenti nel corso della storia.

kh

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