Aggiustare l'Autonomia
È l’obiettivo più importante della terza Giunta Kompatscher: ripristinare gli standard di autonomia del 1992. Ma di cosa si tratta, concretamente? Proviamo a spiegarlo ai non addetti ai lavori.
Tra la fine della scorsa legislatura e l’inizio di quella attuale, il presidente della Provincia Arno Kompatscher vi ha fatto riferimento talmente spesso che anche gli altoatesini meno attenti al dibattito politico ne avranno sentito parlare. Ci riferiamo al ripristino degli standard di autonomia che nel 1992 portarono al rilascio della cosiddetta “quietanza liberatoria” da parte dell’Austria. Competenze legislative e amministrative autonome compresse dalla giurisprudenza della Corte costituzionale dopo la riforma del Titolo V della Costituzione. Riforma che ha abolito il visto del commissario del Governo per le leggi provinciali e regionali, ha stabilito che sono le due Province a formare la Regione, ha introdotto a beneficio delle stesse la clausola di maggior favore e ha rovesciato il criterio di riparto: laddove non sia espressamente indicato altrimenti, una materia deve ritenersi oggetto di potestà legislativa delle Regioni (o delle Province autonome di Bolzano e Trento). Potenzialmente, una riforma positiva. In realtà, le competenze esclusive dello Stato, ora elencate una ad una, hanno occupato ampi aspetti delle competenze legislative autonome della Provincia: la loro “trasversalità”, postulata dalla Corte costituzionale in molte sentenze in materia di tutela della libera concorrenza, ordinamento civile, determinazione dei servizi civili e sociali che devono essere garantiti sul territorio nazionale, tutela dell’ambiente, ordine e sicurezza pubblica, ha progressivamente ristretto il margine di manovra legislativo della Provincia e ha fatto sì che in molti settori si dovessero applicare norme statali, spesso molto più burocratiche. “Come previsto dalla stessa riforma del 2001, alla nuova formulazione del Titolo V della Costituzione va adeguato lo Statuto di autonomia del 1972. La volontà di ripristinare gli standard di autonomia che nel 1992 portarono al rilascio della quietanza liberatoria è stata espressa dalla stessa presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il 25 ottobre 2022 nell'ambito della dichiarazione programmatica del suo Governo”, ha spiegato il presidente della Provincia. “E in occasione dell'incontro che ho avuto il 2 maggio 2023 con la presidente del Consiglio Meloni e il cancelliere federale austriaco Karl Nehammer è stato indicato il percorso futuro, con la tappa successiva costituita da una prima proposta che includesse anche le altre Regioni a Statuto speciale”, ha aggiunto Kompatscher.
Appalti e urbanistica, ma anche caccia e acque termali. Ma di cosa si tratta, concretamente? Proviamo a spiegare, anche ai non addetti ai lavori, cosa il ripristino di quegli standard di autonomia comporterebbe, di fatto, per i cittadini, con lo spirito di servizio che, fin dalla sua prima uscita, ha caratterizzato questa rivista. Sì, perché quelle sentenze della Corte costituzionale hanno impedito alla Provincia autonoma di Bolzano di legiferare in ambiti che riguardano da vicino la vita degli altoatesini. Parliamo dell’ordinamento degli uffici regionali e provinciali e del loro personale, la cui regolamentazione è ora quasi interamente statale a causa della competenza dello Stato in materia di diritto civile. Degli appalti pubblici, settore nel quale il campo d’azione della Provincia è stato ridimensionato e ridotto alla regolamentazione delle questioni organizzative a causa delle competenze statali in materia di diritto civile e tutela della libera concorrenza. Dell’urbanistica (potestà legislativa limitata dalle competenze statali in materia di tutela della libera concorrenza, diritto civile e tutela dell’ambiente), della Protezione civile (per via della tutela dell’ambiente) ma anche del settore minerario, delle acque termali, della caccia, dell’alpicoltura e dei parchi per la protezione della flora e della fauna (settori nei quali vale ancora la competenza trasversale dello Stato per la tutela dell’ambiente). E non vanno dimenticate l’assunzione diretta di servizi pubblici e la loro gestione a mezzo di aziende speciali, la polizia locale, gli ordini professionali e la tutela dell’ambiente stessa.
Un problema annoso, ancora irrisolto. Un problema che non nasce oggi e nemmeno nel 2001: l’articolo 8 dello Statuto di autonomia prevede, da parte delle Province, il rispetto dei principi dell’ordinamento giuridico e delle disposizioni fondamentali delle riforme economico sociali della Repubblica. La Corte costituzionale attraverso le sue interpretazioni, ne ha sensibilmente ampliato i limiti in molte sentenze fin dagli anni 90, limitando o restringendo la portata e il margine di manovra dei poteri legislativi e amministrativi concessi alla Provincia. In passato sono state prese contromisure sotto forma di specifiche norme di attuazione dello Statuto di autonomia che affermavano la competenza della Provincia autonoma di Bolzano nei settori legislativi in oggetto o la interpretavano in modo estensivo, ma ciò non ha sempre portato a risultati soddisfacenti.
La proposta di riforma. La soluzione del problema non può che essere rappresentata, quindi, da una legge costituzionale di riforma dello Statuto di autonomia della Regione Trentino-Alto Adige, disegno di legge che è attualmente in fase di elaborazione da parte di un apposito tavolo di lavoro bilaterale Stato-Province autonome. Il testo pone sostanzialmente rimedio ai “guasti” che abbiamo già segnalato. In tema di ordinamento degli uffici regionali o provinciali e del personale ad essi addetto, viene aggiunto il riferimento al rapporto di lavoro e alla relativa contrattazione collettiva regionale o provinciale. L’urbanistica e i piani regolatori, come nella Costituzione, diventano “governo del territorio, edilizia, urbanistica e piani regolatori”. In tema di viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale si fa riferimento anche alle procedure di aggiudicazione e alla fase della loro esecuzione (lavori, servizi e forniture). Per l’assunzione diretta di servizi pubblici e la loro gestione a mezzo di aziende speciali si fa riferimento all’istituzione, all’organizzazione, al funzionamento e alla regolazione. È prevista la competenza nella tutela dell’ambiente che la Provincia già esercitava in virtù di altre sue competenze primarie e che peraltro potrebbe essere assegnata alle Regioni a Statuto ordinario con l’introduzione dell’Autonomia differenziata. Nel settore del commercio, è compresa la competenza sull’urbanistica commerciale e sugli orari delle attività. Importante, all’articolo 103, l’introduzione del principio dell’intesa con i Consigli regionale e provinciali per l’adozione di leggi costituzionali di revisione dello Statuto stesso. Ancora, all’articolo 104 è previsto che la procedura semplificata adottata per la modifica del Titolo VI e degli articoli 13, 30 e 49 dello Statuto, possa essere adottata per trasferire in futuro alla Provincia o alla Regione altre competenze. Infine, l’articolo 107 chiarisce il funzionamento delle Commissioni dei 6 e dei 12 e ne rafforza lo status.
Tecnicismi? Anche, ma non solo. Chiamateli pure così, ma se questa riforma passasse, l’Autonomia dell’Alto Adige ne uscirebbe decisamente consolidata.
mdg/gst
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