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La scuola che produce un cambiamento

22/10/2026

Le competenze socio-emotive entrano a far parte del curricolo scolastico degli studenti. L’esempio dell’Istituto Comprensivo Bolzano Europa 1, scuola capofila della rete altoatesina, ammessa alla sperimentazione nazionale.

Le nuove Indicazioni provinciali della scuola italiana dell’Alto Adige hanno integrato ufficialmente le competenze socio-emotive all'interno dei curricoli scolastici. (Foto: IC Bolzano Europa 1)
Le nuove Indicazioni provinciali della scuola italiana dell’Alto Adige hanno integrato ufficialmente le competenze socio-emotive all'interno dei curricoli scolastici. (Foto: IC Bolzano Europa 1)

La scuola che guarda al futuro punta diritto su una sperimentazione prevista da una legge nazionale (la numero 22 del 2025 ndr). Una rete di dodici istituti altoatesini, comprendenti scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di I e II grado e della formazione professionale, con capofila l’IC Bolzano Europa 1, è stata ammessa alla sperimentazione nazionale finalizzata all’introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche. Non è una rivoluzione, bensì un’evoluzione, un passaggio che muterà gradualmente il mondo della scuola fornendo a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, strumenti fondamentali per costruire il loro futuro, “affinché possano diventare persone consapevoli e capaci di relazioni sane”, sottolinea Margherita Manfredonia, dirigente scolastica dell’IC Bolzano Europa 1. 

Da sempre la scuola viene riconosciuta come il luogo dove imparare, studiare e compiere il primo, fondamentale, passo verso il futuro, universitario o lavorativo. In questo quadro le competenze socio-emotive vanno considerate come parte integrante dei processi di insegnamento-apprendimento e della formazione della persona; non si tratta di aggiungere contenuti o ambiti separati, ma di avviare una trasformazione complessiva delle pratiche didattiche, del clima scolastico e delle politiche di istituto ispirata allo sviluppo delle dimensioni centrali del framework CASEL, ovvero consapevolezza e gestione di sé, consapevolezza sociale, competenze relazionali e capacità di assumere decisioni responsabili. Ragazze e ragazzi possono stare tranquilli: non si tratterà dunque di “materie” soggette ad una valutazione, come per le altre discipline del percorso scolastico. 

“L’obiettivo” – spiega Francesca Dalnodar, insegnante della scuola primaria San Filippo Neri di Bolzano, appartenente all’IC Bolzano Europa 1 – “è fare in modo che anche attraverso una lezione di italiano, di matematica o di qualsiasi altra disciplina si possano sviluppare, insieme alle conoscenze, la capacità di collaborare, di gestire le emozioni, di ascoltare gli altri e di affrontare le difficoltà. Si lavora in modo diverso, o meglio più completo, su ciò che già facciamo ogni giorno in classe”. In questa prospettiva, aggiunge la dirigente scolastica, “le attività ordinarie vengono arricchite con momenti di riflessione, feedback e autovalutazione che aiutano gli studenti a riconoscere il valore dei propri apprendimenti anche sul piano personale e relazionale”.

Un percorso costruito nel tempo. Lo sviluppo delle competenze socio-emotive costituisce uno degli obiettivi fondamentali di un progetto che l’IC Bolzano Europa 1 sta portando avanti da più di due anni grazie alla collaborazione e al supporto del Teatro Stabile, dell’Intendenza Scolastica e del Dipartimento Cultura Italiana. Nel 2024, infatti, alla Scuola Secondaria di I grado “Anne Frank” è partito il Progetto “Materia Teatro”, che ha introdotto Teatro come materia curricolare, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo teatrale, creando uno spazio nel quale studenti e studentesse possano esercitare la creatività, l’ascolto e la crescita espressiva, canalizzare le proprie emozioni ed acquisire una maggiore consapevolezza di sé. 

“Quest’esperienza – sottolinea la dirigente Manfredonia – ha contribuito al rafforzamento della coesione dei gruppi classe e al miglioramento del clima relazionale, con ricadute positive osservate dai docenti anche nelle altre attività didattiche. La forte partecipazione, la voglia di fare rete e mettersi alla prova sono aspetti fondamentali per rafforzare nei ragazzi spirito di iniziativa e capacità relazionali”. Ora la scuola italiana dell’Alto Adige si appresta ad affrontare questa sfida fondamentale: trasformare nella quotidianità e con percorsi mirati ragazze e ragazzi in cittadini attivi e consapevoli. Il nuovo progetto sperimentale, come noto, rientra a pieno titolo nelle  nuove  Indicazioni  provinciali della scuola italiana dell’Alto Adige, che hanno integrato ufficialmente le competenze socio-emotive all’interno dei curricoli scolastici. “Promuovere lo sviluppo integrale della persona e il benessere a scuola è una base essenziale per affrontare le sfide di una società sempre più complessa”, rimarca l’insegnante Francesca Dalnodar. “Lavoriamo con passione per trasformare le pratiche della scuola in prevenzione, affinché le competenze acquisite dalle nostre e dai nostri ragazzi possano avere riflessi positivi sulla loro vita personale”. 

Il percorso, che prende il via in questo anno scolastico, coinvolge tutte le tipologie di scuole: dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado e professionali, sia pubbliche sia private. L’ ampia partecipazione consentirà di sperimentare modalità diverse di promozione delle competenze non cognitive e trasversali nei diversi contesti scolastici. “Questo processo evolutivo chiama tutti i singoli insegnanti a sostenere nei loro ambiti di competenza il benessere e la crescita integrale di ogni alunno”, rimarca con convinzione il prof. Elia Fedrizzi, referente BES per la scuola secondaria di I grado dell’IC Bolzano Europa 1. E allora, dietro i banchi di scuola, anche le materie più tradizionali, come l’italiano e la matematica, potranno diventare occasioni per sviluppare progressivamente competenze fondamentali: la gestione dell’ansia e dell’incertezza, il pensiero critico, la collaborazione, l’interazione e l’empatia. Queste competenze “sono strumenti fondamentali per gli adulti di domani, che dovranno sapersi orientare in una società e in un mondo del lavoro in trasformazione sempre più rapida. La ricerca mostra che hanno già oggi un rilevante valore sociale ed economico e che saranno destinate ad assumere un ruolo ancora più centrale in futuro”, spiega il prof. Elia Fedrizzi.

“In questa prospettiva la scuola potrà diventare sempre più un luogo dove rafforzare la fiducia reciproca e la serenità, riducendo le paure e i conflitti, sostenendo a lungo termine la motivazione a partecipare alla vita scolastica”, conclude Manfredonia. La nuova missione della scuola può davvero iniziare. 

tl

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