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Personale e internazionale

23/02/2026

Piccoli gruppi, grandi obiettivi: due studenti raccontano il nuovo corso di laurea in Medicina a Bolzano. Attualmente sono circa 60 i giovani che frequentano il percorso formativo “Medicine and Surgery” presso la Claudiana.

Presso il Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana, a Bolzano, è attivo dall’autunno 2024 il corso di laurea in “Medicine and Surgery”. Il contatto stretto con i docenti e la coesione tra gli studenti caratterizzano la quotidianità. (Foto: Fabio Brucculeri)
Presso il Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana, a Bolzano, è attivo dall’autunno 2024 il corso di laurea in “Medicine and Surgery”. Il contatto stretto con i docenti e la coesione tra gli studenti caratterizzano la quotidianità. (Foto: Fabio Brucculeri)

Per Andrea De Paola la giornata inizia presto la mattina per raggiungere Bolzano: viaggio in treno, lezioni, lavoro in laboratorio e studio. La quotidianità da studente universitario è intensa. “È quasi come un lavoro”, precisa Andrea. Il venticinquenne, originario di Sant’Andrea nel Brissinese, frequenta il terzo semestre di “Medicine and Surgery” al Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana. Assieme a quasi 60 colleghi e colleghe fa parte della prima leva di questo corso di laurea.

L’inizio è stato impegnativo, ricorda De Paola. Molte cose dovevano ancora andare a regime. “In un certo senso siamo stati delle “cavie”. Ogni nostro corso veniva tenuto per la prima volta in quel modo”. Allo stesso tempo, però, il percorso di studi si è evoluto rapidamente. Oggi l’insegnamento è strutturato in modo più chiaro, l’organizzazione è collaudata e lo scambio con i docenti è decisamente diretto. Lo studente apprezza in modo particolare il fatto che il confronto venga preso seriamente: “Il feedback è espressamente richiesto. Nelle grandi università, questo non è comune. Qui si può invece contribuire a plasmare il corso di studi in prima persona”, riferisce con soddisfazione Andrea De Paola.

Rapporto stretto tra docenti e studenti. Anche le dimensioni contenute del corso di laurea rappresentano un vantaggio, secondo lui. “Non ci si sente un numero”, spiega lo studente. Il contatto diretto con il corpo docente e la coesione tra gli studenti caratterizzano la vita quotidiana. A ciò contribuisce anche la sede della “Claudiana”, dove gli studenti di Medicina imparano assieme ai futuri infermieri, fisioterapisti e tecnici di laboratorio. Gli incontri qui fanno parte della normalità. “Ci si trova per un caffè, si parla dei tirocini e delle esperienze fatte e questo crea comunità”, spiega De Paola.

Lucrezia Jopp vive questa vicinanza come un grande punto di forza. La ventenne, originaria di Zurigo, studia a Bolzano dallo scorso anno. In precedenza era iscritta al corso di Scienze della salute presso l’ETH di Zurigo: lì aveva approfondito il suo interesse per i processi del corpo umano, da quelli cellulari a quelli biomeccanici. Per il passaggio a Medicina è stato però determinante un altro punto, spiega Jopp: “Il tema della salute mi affascinava, ma ho capito che per me al centro deve esserci la persona e non la tecnica. Per questo ho scelto Medicina”.

Plurilinguismo e qualità della vita. Il passo verso Bolzano è stato coraggioso, ammette guardandosi indietro. Determinanti per lei sono stati il corso di laurea in lingua inglese, il plurilinguismo, la borsa di studio e, non da ultimo, la qualità della vita. “Poter andare a sciare al pomeriggio è qualcosa di speciale”, confessa la studentessa. Allo stesso tempo, lo studio è impegnativo. Soprattutto il primo anno l’ha messa a dura prova, con lunghe giornate di lezione e poco spazio per il tempo libero. “Ora, al secondo anno, ho più metodo e mi prendo consapevolmente del tempo per i miei altri interessi”, riferisce Jopp.

L’internazionalità fa parte integrante della quotidianità universitaria per Andrea De Paola e Lucrezia Jopp. La lingua d’insegnamento è l’inglese, mentre nello scambio con gli altri studenti il tedesco, l’italiano e l’inglese si alternano spesso in modo fluido. “Si usa semplicemente la lingua che in quel momento si adatta meglio”, così De Paola descrive questa spontaneità. Anche Jopp ne trae vantaggio: “Il mio italiano è migliorato molto”, constata con piacere.

Borsa di studio con obbligo di servizio. L’obbligo di prestare servizio in Alto Adige per quattro anni, legato alla borsa di studio, non viene percepito da nessuno dei due come un peso. “Offre sicurezza”, dichiara De Paola. Anche Jopp non vi vede alcuno svantaggio: “Posso comunque crescere liberamente dal punto di vista professionale”. Ciò che li spinge va oltre la pura trasmissione del sapere. Jopp la vede così: “Un buon medico non è solo qualcuno capace di fare diagnosi, ma qualcuno che capisce le persone. È importante, soprattutto a livello emotivo e sociale”. Per De Paola l’obiettivo principale è “comprendere le correlazioni tra il più piccolo dettaglio e l’insieme generale”.

Il monito dei due studenti a chi è interessato a iscriversi a “Medicine and Surgery” a Bolzano è simile: la medicina richiede impegno e costanza. Chi cerca un ambiente di studio personale, ha interessi internazionali e non desidera la classica università di una grande metropoli, trova nel capoluogo altoatesino un’alternativa interessante.

kat/ses

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