“A visionary at altitude / N vijionar sö alalt”
Dopo Cortina e Plan de Corones, apre a Milano la mostra fotografica di Stefano Zardini dedicata ai pionieri degli sport invernali e ai Giochi Olimpici di Cortina 1956.
Suddivisa su tre sedi espositive differenti, la mostra unisce con le stesse spettacolari immagini tre luoghi iconici e le tre regioni in cui si stanno svolgendo le gare olimpiche: Cortina d’Ampezzo, Anterselva e Milano. Le opere del fotografo ampezzano Stefano Zardini sono esposte nella galleria Ikonos di Cortina d’Ampezzo, nel Museo LUMEN di Plan de Corones/Brunico e nello storico stabilimento di Fabbrica del Vapore di Milano. Il progetto “A visionary at altitude / N vijionar sö alalt” è rientrato ufficialmente nel programma culturale delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, con il patrocinio della Provincia Autonoma di Bolzano, della Regione Trentino-Südtirol, del Comune di Milano e del Comune di Cortina d’Ampezzo.
Tre nuclei tematici. Le fotografie esposte ruotano attorno a tre nuclei tematici: The Pioneers’ Passion (La pasciun di pioniers), che nasce dall’immenso archivio di foto d’epoca di famiglia, laddove l’autore trasforma le vecchie foto in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop; Snowland (Raiun dla nëi) che celebra in modo insolito le cime dolomitiche, viste come un gigantesco parco giochi, e Tracce (Fostüs), dove il manto nevoso è considerato come una gigantesca tela d’artista sulla quale gli sciatori, in modo consapevole o meno, lasciano le loro tracce, la testimonianza del loro passaggio.
Le opere di Zardini uniscono memoria storica e visione artistica. Le immagini d’archivio dei primi anni del Novecento, reinterpretate in chiave pop, restituiscono energia e attualità: i primi sciatori, le discese in bob, l’eleganza del pattinaggio artistico e le intrepide avventure sulle cime innevate diventano delle vere icone contemporanee, cariche di fascino e di visioni future. Fotografie storiche, dunque, e opere pop originali, per instaurare un dialogo tra passato e presente, tanto più importante se si considera che una sezione della mostra è dedicata alle Olimpiadi invernali di Cortina 1956. Un omaggio allo spirito pionieristico della gente di montagna di un secolo fa, e un doveroso ricordo dell’epopea olimpica di 70 anni fa, che si fa iconico passaggio di consegne ai Giochi olimpici del 2026. Un prezioso catalogo redatto in ladino e inglese immortala le tre esposizioni di “A visionary at altitude / N vijionar sö alalt” che rimarranno aperte al pubblico fino a metà aprile.
cs
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