Anterselva, il traguardo più ambito
La padrona di casa Dorothea Wierer cerca la medaglia più bella, la Provincia e il Comitato organizzatore hanno fatto la loro parte dando un importante futuro ad una delle patrie del biathlon.
Il conto alla rovescia è quasi finito. L’evento per eccellenza dello sport mondiale, capace da sempre di unire popoli e territori, i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 sono partiti da un sogno, divenuto realtà passo dopo passo: dare vita per la prima volta, con lungimiranza e unità di intenti, a un modello di “Olimpiadi diffuse”, in grado di valorizzare le tradizioni e le bellezze dei singoli territori. Un progetto ambizioso, nel quale anche una valle alpina altoatesina di 3000 abitanti, incastonata tra le Dolomiti Patrimonio Unesco e le bellezze mozzafiato del Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina, ha trovato un posto di rilievo. Al centro di questo paradiso terrestre una disciplina, il biathlon, passione popolare da oltre mezzo secolo, ed uno stadio, la Olympic Arena Südtirol Alto Adige, teatro di un evento unico e speciale. Benvenuti ad Anterselva, sede dell’appuntamento olimpico di Milano Cortina 2026.
L’emozione di Dorothea. Ma cos’è davvero un’Olimpiade e quale valore aggiunto può portare una manifestazione così imponente ad un piccolo territorio di montagna, dove il lavoro, il ruolo attivo della sua comunità e l’orgoglio delle tradizioni rappresentano da sempre autentici capisaldi? La risposta sta negli obiettivi che anche la Provincia autonoma di Bolzano si è posta per raggiungere questo traguardo: creare un evento unico, in grado di unire la storia, i valori e le opportunità dei territori.
Dorothea Wierer, da oltre un decennio, è la regina del biathlon italiano, ad Anterselva è cresciuta, realizzando il sogno di diventare una grande campionessa di biathlon. “Per un’atleta come me poter partecipare ai Giochi olimpici in casa rappresenta un doppio traguardo, sia dal punto di vista sportivo che da quello umano. Ho sempre sperato e desiderato che prima o poi un evento olimpico facesse tappa in Alto Adige e nella mia Anterselva: per me questi Giochi sono davvero una grande gioia”, spiega Wierer, la terza atleta di sempre ad aver ottenuto un successo in tutti i sette formati di questa disciplina.
Un progetto partito da lontano. Per ospitare un’edizione delle Olimpiadi servono idee, programmazione e tanta lungimiranza. Fattori attraverso i quali Anterselva e la Provincia autonoma di Bolzano hanno lavorato di squadra per farsi trovare pronti all’appuntamento olimpico. “Abbiamo creduto in questo progetto fin da subito, per coronare idealmente 50 anni di lavoro e passione per questo sport”, spiega Erika Pallhuber, segretaria generale del Comitato organizzatore di Anterselva. Abbiamo ospitato Mondiali, tappe di Coppa del Mondo, ma le Olimpiadi rappresenta- no un evento speciale. Stiamo lavorando tanto, abbiamo da affrontare tante nuove situazioni, penso ad esempio ai rigidi protocolli imposti dal Comitato olimpico internazionale, ma ci faremo trovare pronti”. Un ruolo fondamentale per lo sbarco dei Giochi in Alto Adige lo hanno svolto la Provincia autonoma di Bolzano ed il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, fervente sostenitore delle Olimpiadi in Alto Adige, che sottolinea come i Giochi rappresentino una grande opportunità per garantire il futuro del biathlon ad Anterselva. “Se le gare olimpiche di biathlon avessero avuto un’altra destinazione, per Anterselva sarebbe stato un grave rischio ed un grave danno”, spiega Kompatscher. “Ci siamo subito convinti che una candidatura basata sulla dislocazione dei Giochi in località dove già da decenni vengono disputate gare internazionali, sarebbe stata una brillante innovazione ed un passo enorme verso la sostenibilità”, sottolinea il presidente della Provincia autonoma di Bolzano che aggiunge: “Ci siamo chiesti fin da subito cosa, con l’avvento dei Giochi, potessimo volere in più, rispetto a ciò che questa località può già vantare nel panorama del biathlon. La risposta è semplice: la possibilità di utilizzare questa struttura tutto l’anno, anche come luogo di allenamento, incontro, manifestazioni, soprattutto per i giovani. Gli investimenti mirano a questo e già hanno avuto il loro effetto”.
Il teatro olimpico. La Olympic Arena Südtirol Alto Adige, l’impianto sede dal 6 al 22 febbraio delle gare che assegneranno le medaglie olimpiche, si ripresenterà agli occhi di milioni di tifosi in una veste completamente rinnovata. L’antipasto, con il test event disputato lo scorso mese di gennaio, ha confermato la bontà degli investimenti fatti, in grado di garantire anche in futuro un impianto ancora di più all’avanguardia nel panorama mondiale del biathlon. “Il rinnovamento dell’impianto garantirà ogni standard richiesto per ospitare i Giochi, il futuro di questo sport ad Anterselva, aumentando il flusso di visitatori fuori stagione ed ampliando il numero di squadre che scelgono il nostro stadio per gli allenamenti. Un duplice aspetto del quale andiamo molto fieri, perché consentirà soprattutto ad ogni atleta di venirsi ad allenare quando vuole”, rimarca il presidente del Comitato organizzatore di Anterselva Lorenz Leitgeb. “Il tracciato fuori dallo stadio non è cambiato, mentre la novità sostanziale è rappresentata dalla zona del percorso sopra il poligono, che toglierà un incrocio pericoloso all’uscita del poligono stesso e all’entrata del rettilineo d’arrivo.
Nei nuovi sotterranei. La grande novità dell’Arena olimpica del biathlon è rappresentata soprattutto dalla zona sotterranea, lì dove si costruiscono le vittorie. Il nuovo edificio potrà contare su una facciata fotovoltaica, i nuovi ed ampi locali ospiteranno spogliatoi, una grande palestra, la zona medica dedicata all’infermeria e ai controlli antidoping, spazi destinati ai rappresentanti del CIO, un nuovissimo tunnel per i battipista, oltre a nuovi collegamenti tra i locali sotterranei e il tracciato di gara. Un primo assaggio lo ha avuto una delegazione di giornalisti internazionale, tra cui un folto gruppo composto da 75 giornalisti austriaci, che hanno visitato in estate il rinnovato impianto, rimanendo molto colpiti dalla nuova zona e, soprattutto, dal nuovissimo poligono di allenamento sotterraneo, fiore all’occhiello dei lavori terminati rispettando la tabella di marcia. Fuori, nella zona del traguardo, per i media e gli spettatori, soprattutto quelli che saranno collegati con le televisioni da tutto il mondo, balzeranno all’occhio le nuovissime torri faro, una parte importante degli investimenti infrastrutturali, che miglioreranno notevolmente l’illuminazione della pista, delle tribune e delle aree parcheggio.
“L’impianto rinnovato è un esempio reale e concreto di come, anche in questo caso, il team di lavoro, i miei amici e concittadini abbiano dimostrato di saper fare le cose al meglio”, sottolinea Dorothea Wierer.
Le ambizioni della “regina” di Anterselva. Nel contesto dei Giochi, le gare e le medaglie rappresentano le cose più importanti. E lassù, tra le montagne di casa, anche Dorothea Wierer può permettersi di cullare delle legittime ambizioni. Per ogni atleta, vincere una medaglia è il traguardo più dolce.
Il coronamento di una vita di sacrifici e lavoro. “Riuscire a chiudere una carriera con una medaglia olimpica sarebbe un sogno che si realizza, anche se mi rendo conto che ci sono tanti fattori che incidono in questo ambito: preferisco non esprimermi ma attendere di vedere anche il mio stato fisico e mentale”, spiega Dorothea Wierer.
Capienza ridotta, ma la festa sarà speciale. Ai Giochi di Anterselva la cartolina, forse, più bella sarà ancora la “macchia” colorata di tifosi che andranno ad invadere la tribuna dello stadio. “La capienza dello stadio sarà ridotta da 20.000 a 18.500 spettatori – spiega Leitgeb – e permetterà un miglior cadenzamento dell’impianto che andrà a scannerizzare il pubblico sulle tribune. La sicurezza è un aspetto altresì molto importante per una manifestazione di questa portata: dopo sei Mondiali e oltre 40 edizioni della Coppa del Mondo, per Anterselva e la nostra “squadra” sarà un momento da vivere davvero straordinario”, conclude Leitgeb, con la voce rotta da un filo di emozione. “Penso che la Olympic Arena Alto Adige rappresenti il benchmark di quello che oggi il biathlon a livello mondiale possa offrire”, evidenzia Dorothea Wierer.
L’Olimpiade a due passi da casa. L’emozione di vivere un’Olimpiade in casa è privilegio per pochissimi. E anche questa volta, Dorothea Wierer potrà dire di avere raggiunto un personalissimo traguardo della sua immensa carriera. “I prossimi giochi olimpici hanno un sapore particolare e non solo perché si svolgeranno in casa ma perché sarà anche l’ultima Olimpiade alla quale parteciperò. Vivo e ho vissuto ogni Olimpiade in maniera diversa, in quanto negli anni si cambia, si cresce e ci si rende consapevoli del fatto che ogni evento olimpico è una storia a sé”, spiega Wierer. “Conoscendomi non saranno semplicemente dei Giochi ai quali partecipo, ma cercherò di dare il meglio come ho sempre fatto nella mia vita”, promette Dorothea.
Anterselva, tra passato, presente e futuro. Il capitolo più bello arriverà a febbraio. Lassù, tra le montagne, dove i sogni possono diventare realtà.
tl
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