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“Decisi di entrare in politica dopo l’attentato alle torri gemelle”

23/02/2026

Le “sliding doors” di Marco Galateo: il colloquio di lavoro con l’editore televisivo Rolando Boesso, gli incontri con Urzì e Biancofiore e la telefonata di Giorgia Meloni.

Un giovanissimo Marco Galateo conduttore del telegiornale di Video33: il giornalismo è stata la prima occupazione dell'attuale vicepresidente e assessore provinciale. (Foto: Marco Galateo)
Un giovanissimo Marco Galateo conduttore del telegiornale di Video33: il giornalismo è stata la prima occupazione dell'attuale vicepresidente e assessore provinciale. (Foto: Marco Galateo)

Marco Galateo è nato il 29 ottobre 1979 a Merano, ma vive praticamente da sempre a Bolzano. Diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale “Cesare Battisti” (indirizzo programmatore) nel 1999, ha studiato Giurisprudenza all’Università di Trento (studi poi non terminati) e nel 2010 ha superato l’esame di Stato quale promotore finanziario. Vanta esperienze professionali nel mondo dell’informazione (tv, radio e carta stampata), quale agente di commercio, promotore finanziario e responsabile commerciale di una grossa azienda. Eletto per la prima volta in Consiglio comunale a Bolzano nel 2015, nel 2022 è subentrato ad Alessandro Urzì in Consiglio provinciale, dove è stato confermato nel 2023. Dal 1° febbraio 2024 è vicepresidente italiano della Provincia e assessore provinciale all’Istruzione e alla Cultura italiana e allo Sviluppo economico. È sposato con Brigita, hanno tre figlie, una di 11 e due gemelle di 8 anni.

Vicepresidente Galateo, quali sono le origini della sua famiglia?
Ne parlo con orgoglio. I miei genitori sono pugliesi, di Trani. Mio padre è un militare, ora in pensione, dagli anni Settanta in servizio al Savoia Cavalleria di Merano, mia madre casalinga. Papà venne trasferito nel 1985 a Bolzano, dove prendemmo casa in centro. Da 13 anni vivo in via Milano, nel cuore della Bolzano italiana.

Finite le Superiori, cosa sognava di diventare, Marco Galateo?
Mi sono iscritto a Giurisprudenza grazie ai miei docenti di diritto, economia aziendale e ragioneria che mi hanno ispirato. Quella materia mi affascinava: seguivo le udienze in tribunale del delitto Waldner. Poi ho capito che studiare le leggi era interessante, ma scriverle sarebbe stato più utile ai cittadini.

… e si è ritrovato a leggere il telegiornale.
Un sabato, dopo essermi diplomato, mi sono presentato a Video 33. Mi ha aperto uno storico giornalista, gli ho raccontato che avevo sognato di lavorare con loro. Lui è andato subito a parlarne al titolare, il presidente e commendatore Rolando Boesso, che mi ha ricevuto subito per un colloquio. Lui mi ha accolto con “è arrivato, era tanto tempo che la aspettavo” e mi ha spiegato che secondo lui i giovani andavano messi in condizione di fare e non solo di ascoltare e mi ha invitato a presentarmi il lunedì successivo, per leggere il telegiornale. E così ho sempre fatto anch’io dopo, cercando di dare ai giovani delle opportunità.

Poi Rttr, Rtt la Radio, Radio Dolomiti e qualche esperienza sulla carta stampata e online.
Il giorno del mio colloquio con il direttore di Rttr, l’11 settembre 2001, c’è stata la svolta della mia vita: quando vennero abbattute le torri gemelle ero alla stazione di servizio di Laimburg. L’aereo del volo New York-Salt Lake City che si è schiantato sul Pentagono lo avevo preso qualche mese prima, nel corso di un viaggio di studio negli Stati Uniti. Ho capito che certe storie non avrei solo voluto raccontarle, ma avrei dovuto impegnarmi in prima persona perché accadessero o non accadessero. Dovevo tirare fuori il sogno del cassetto di quando ero bambino. Fin da piccolo, infatti, sognavo di fare il Presidente della Repubblica. E mi sono iscritto ad Allenza Nazionale, perché mi riconoscevo nei loro valori. Poi, come si dice in gergo manageriale, “ho riadattato il target”.

La comunicazione è comunque l’esperienza professionale che l’ha segnata di più, o sbaglio?
Comunicare per me non è un esercizio autoreferenziale, è una propensione costante alla trasparenza: rendo noto al pubblico quello che faccio aprendomi anche alle critiche. Per fortuna, però, sono meno dei riconoscimenti. Nel mondo dell’informazione ho imparato tanto.

E in politica quali sono state le sliding doors di Marco Galateo?
Lavorando nei media intervistavo tutti i giorni i politici locali. Ma l’incontro con Alessandro Urzì prima e con Michaela Biancofiore poi hanno segnato la mia vita politica. Mi hanno insegnato molto. La seconda svolta, ovviamente, è stata la telefonata di Giorgia Meloni, che conoscevo già dal 2001. Nel 2016 mi chiese di entrare in Fratelli d’Italia con un ruolo importante nella dirigenza nazionale. Mi disse: non ho poltrone da promettere, siamo un gruppo di amici che si diverte e che già conosci, diventeremo il primo partito d’Italia. Mi ha cambiato la vita e le sono molto legato. La terza tappa fondamentale della mia vita politica fu l’incontro con Anna Scarafoni, che avevo conosciuto in farmacia per via del mio lavoro venti anni fa e per me è un punto di riferimento.

Lei dice sempre che con tre figli non ha tempo per gli hobby. Ma quali sarebbero?
Mi piace leggere, ho avuto delle esperienze teatrali e da qualche tempo mi pongo una sfida nuova ogni anno: ho imparato a sciare, ho cominciato a camminare in montagna e nel 2026 voglio fare la patente nautica, per essere il comandante della nave e affinare le mie doti di leadership. Poi non so se effettivamente la utilizzerò.

La sua fortunatissima dieta, l’anno scorso, è diventata una notizia. Era già stato così in forma?
Quell’intervista sulla mia dieta è stata quasi un problema, la gente mi parlava solo di quella. Io l’ho accettata dopo mesi di richieste solo per concentrare l’attenzione sulla salute. Secondo me non sarebbe interessato a nessuno, ma l’obesità è in effetti un problema serio della società occidentale, dimagrire vuol dire stare meglio con sé stessi e volevo essere utile agli altri. Quindi, anche dalle mie nuove abitudini alimentari, è nata una convenzione con la Croce Rossa Italiana e la scuola italiana per lezioni di primo soccorso e su uno stile di vita sano anche in classe, alla quale farà seguito un progetto sull’educazione alimentare.

Ma la politica fa ingrassare o dimagrire?
La gente mi dice che mi trova ringiovanito, io penso che in due anni sono invecchiato di venti. Ma se questo sacrificio può fare bene agli altri, ben venga. In fondo, chi fa politica lo fa per essere utile alla collettività.

mdg

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