Due ranger, un unico obiettivo
Il loro ufficio è la natura, ma i Ranger dei Parchi naturali e i Südtirol Alto Adige Ranger hanno compiti diversi. Entrambi servono a tutelare il paesaggio.
Aiuto nell’orientamento, informazioni sulle specie animali e vegetali, sensibilizzazione dei visitatori: in una soleggiata giornata di fine estate nel Parco naturale Sciliar-Catinaccio, il Ranger Anton Schönberger ha molto da fare. "Il mio compito è quello di trasmettere agli abitanti del posto e ai turisti l’entusiasmo per le meraviglie naturali che possono trovare in un Parco naturale – una delle poche aree protette dell’Alto Adige", racconta. Questa è anche la chiave per convincerli ad adottare un approccio rispettoso nei confronti della natura.
Ma non è tutto: oltre all’informazione e all’orientamento dei visitatori, tra i molteplici compiti dei Ranger dei Parchi naturali in Alto Adige rientrano anche il monitoraggio e la ricerca sulla flora e la fauna, gli interventi di cura del paesaggio naturale e la trasmissione di contenuti didattici – dalle visite guidate orientate all’esperienza nei Parchi naturali alle offerte di educazione ambientale nei Centri visite.
Novità per i Ranger dei Parchi naturali. "Nessuno conosce il Parco naturale bene come loro", afferma convinto Leo Hilpold, direttore dell’Ufficio provinciale Natura. "La loro competenza principale è quella di fungere da ponte tra natura e uomo – e il loro lavoro è fondamentale per l’accettazione delle misure di tutela ambientale, per la percezione positiva del Parco naturale da parte del pubblico e per un’esperienza naturalistica coinvolgente".
Già da 30 anni i Ranger dei Parchi naturali operano nelle aree protette dell’Alto Adige, soprattutto nei mesi estivi. Per far fronte alle crescenti esigenze, a partire dal 2027 è prevista un’importante novità per il personale specializzato dei sette Parchi naturali altoatesini. Per ogni Parco naturale è stato creato un posto di lavoro a tempo pieno, per un totale di sette. "In questo modo, in futuro potremo offrire un’educazione ambientale continua e per tutto l’anno alle scuole e alle persone interessate, ma anche garantire una comunicazione digitale al passo con i tempi", afferma Hilpold. In questo modo la popolazione locale potrà essere meglio informata e coinvolta – "cosa che ci sta molto a cuore", sottolinea il direttore dell’ufficio.
Spostiamo l’attenzione sull’Alpe di Siusi. Davanti a uno scenario montano mozzafiato, la Südtirol Alto Adige Ranger Michaela Prister è in servizio e spiega ai visitatori le regole da rispettare nell’area protetta. "Una sfida particolare sono i turisti appassionati di fotografia che, alla ricerca dello scatto perfetto, finiscono in mezzo a un prato non falciato", racconta. Con molta pazienza spiega ripetutamente perché un prato calpestato non possa più essere falciato. È necessaria una maggiore sensibilizzazione anche sul tema degli escrementi dei cani. "Il microbioma del cane può essere letale per i bovini e non deve in alcun modo contaminare il foraggio", spiega Prister. Mentre i proprietari di cani si dimostrano per lo più comprensivi, per quanto riguarda i ciclisti c’è ancora molto lavoro di sensibilizzazione da fare per raggiungere una buona convivenza.
Il progetto pilota è partito con successo. Il progetto pilota dei Südtirol Alto Adige Ranger è attivo dall’estate del 2026. Su incarico delle associazioni turistiche, un totale di 15 Südtirol Alto Adige Ranger hanno sensibilizzato i visitatori, in luoghi molto frequentati, sul comportamento corretto da tenere nella natura e nel paesaggio, soprattutto al di fuori delle aree protette, integrando così il lavoro dei Ranger dei Parchi naturali. "A differenza degli anni passati, in cui le singole organizzazioni turistiche assumevano personale per la sensibilizzazione dei visitatori e agivano ciascuna per conto proprio, ora il coordinamento è affidato alla Ripartizione provinciale Natura, Paesaggio e Sviluppo del territorio: È stato organizzato un corso di formazione uniforme della durata di 2,5 giorni per i Südtirol Alto Adige Ranger, che ora sono collegati in rete tra loro, collaborano con i Centri visite dei Parchi naturali e le Stazioni forestali e sono riconoscibili grazie a una divisa uniforme", spiega Elisabeth Berger, coordinatrice del Patrimonio Mondiale UNESCO delle Dolomiti in Alto Adige.
Il progetto pilota è nato dal tavolo di coordinamento congiunto con le organizzazioni turistiche. “Vogliamo impegnarci insieme per la tutela della natura. Negli ultimi anni, in alcune zone l’afflusso di visitatori è aumentato notevolmente. L’assistenza attiva è molto apprezzata dai turisti, che non sempre conoscono il comportamento corretto da tenere in montagna”, riferisce Florian Zerzer, direttore della Ripartizione provinciale Natura, Paesaggio e Sviluppo del territorio.
Lo dimostrano anche i riscontri sul posto. Secondo Martin Rabensteiner, direttore di Alpe di Siusi Marketing, un primo bilancio risulta decisamente positivo: "La presenza dei Südtirol Alto Adige Ranger rappresenta un valore aggiunto: da un lato svolgono un importante lavoro di sensibilizzazione tra gli ospiti, dall’altro ci forniscono un feedback fondamentale sulle difficoltà ricorrenti nel nostro territorio. Da ciò possiamo ricavare misure di miglioramento mirate".
Il percorso intrapreso proseguirà quindi anche nel 2027, come spiega su richiesta l’assessore provinciale alla Tutela dell'ambiente, della natura e del clima Peter Brunner: "Anche se i compiti dei Ranger dei Parchi naturali e dei Südtirol Alto Adige Ranger sono diversi, l’obiettivo è comune: rafforzare il senso di responsabilità della popolazione locale e degli ospiti nei confronti dell’habitat altoatesino. Per la tutela a lungo termine della natura e del paesaggio abbiamo bisogno dell’impegno di entrambi i gruppi di Ranger".
mpi/mdg
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