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Il rispetto è il miglior compagno di viaggio

22/05/2026

Renate Brugger è autista di autobus a Merano. Giorno dopo giorno trasporta le persone in tutta sicurezza sperimenta quanto siano importanti l’attenzione, la pazienza e il rispetto reciproco nella vita quotidiana.

L’autista di autobus Renate Brugger constata ogni giorno quanta attenzione, pazienza e rispetto reciproco siano necessari nel settore della mobilità. (Foto: Fabio Brucculeri)
L’autista di autobus Renate Brugger constata ogni giorno quanta attenzione, pazienza e rispetto reciproco siano necessari nel settore della mobilità. (Foto: Fabio Brucculeri)

Renate Brugger, come vive la sua giornata lavorativa come autista di autobus?

Renate Brugger: La mia giornata lavorativa è molto varia e richiede grande concentrazione. Si ha la responsabilità dei passeggeri, del traffico stradale e del rispetto degli orari. Soprattutto nel traffico di Merano bisogna tenere d’occhio molte cose contemporaneamente. Guidare un autobus non significa solo sterzare, ma anche pensare, agire con lungimiranza e mantenere la calma, anche quando la situazione diventa stressante. Allo stesso tempo è un lavoro molto bello. Lavoriamo in Alto Adige, in un paesaggio che molti conoscono solo in vacanza. Prima ero spesso in giro per cantieri, il che era tutt’altro che piacevole. Oggi guido soprattutto nel traffico urbano ed extraurbano, ma anche lì ci sono momenti belli ogni giorno.

Il rapporto con le persone gioca un ruolo importante. Cosa significa questo per lei?

Una parte molto importante del mio lavoro è il contatto con i passeggeri e le passeggere. Conosco molti di loro da anni: ci salutiamo, scambiamo qualche parola. Per me questo fa parte del lavoro e lo rende umano. La cordialità viene ricambiata quasi sempre con cordialità. Naturalmente ci sono anche situazioni difficili, ad esempio quando le persone sono stressate o impazienti. In questi momenti cerco di mantenere la calma e di reagire in modo professionale. Il tono è molto importante: con rispetto e un approccio ponderato è possibile sdrammatizzare molte situazioni.

Lei lavora in un settore che per molto tempo è stato prevalentemente maschile. Come vede il suo ruolo in questo contesto?

In passato, gli autisti di autobus erano prevalentemente uomini. Oggi, fortu-natamente, le cose sono cambiate. Non mi sono mai lasciata scoraggiare da questo. Noi siamo al volante da soli e questo comporta molte responsabilità, cosa che mi è sempre piaciuta. Allo stesso tempo, comporta sfide fisiche e mentali, come turni lunghi o situazioni di traffico stressanti. Con l’esperienza si impara a gestirle bene.

Cosa significa per lei il rispetto, nella sua vita professionale e non solo?

Per me il rispetto si manifesta nel-la vita quotidiana, soprattutto nelle piccole cose: come ci si rivolge agli altri, se si mantiene la calma e se si presta davvero attenzione al proprio interlocutore o interlocutrice. Ogni passeggero ha la sua storia. Quando se ne è consapevoli, molte cose diventano più facili. Il rispetto non è una frase fatta, ma un atteggiamento che metto in pratica ogni giorno.

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kat/mdg

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