Edilizia sociale: la sfida continua
L’edilizia abitativa era, è, e rimarrà una delle grandi questioni che pongono sfide alla società e alla politica. Ed è rimasto un tema centrale in Alto Adige nella legislatura che si è appena conclusa.
La Provincia ha assunto la competenza primaria per l‘Edilizia abitativa agevolata con il secondo Statuto di Autonomia del 1972. Nell’ambito di questa competenza la Provincia ha la possibilità di trovare soluzioni al problema dell’alloggio e di promuovere la proprietà di un’abitazione attraverso varie misure di sostegno (prestiti senza interessi, contributi a fondo perduto, contributi per i Comuni, mutuo risparmio casa, ecc.). Nel periodo precedente al primo Statuto di autonomia la Provincia aveva già competenza primaria nel settore dell‘edilizia abitativa agevolata, nella dizione originale edilizia abitativa popolare, però con forti limitazioni nell’interesse nazionale. Con la Legge provinciale nr. 3 del 24 gennaio 1972, la Provincia ha assunto pieno controllo sull‘Istituto autonomo case popolari, successivamente denominato Istituto Provinciale per l‘Edilizia Sociale della Provincia di Bolzano, IPES. Circa il 30% del mercato degli affitti in Alto Adige è ad oggi gestito dal settore pubblico (principalmente dall’IPES).
12 Punti fondamentali per favorire l’abitare sociale. L’edilizia sociale è stata una delle prime questioni affrontate dopo l’adozione del Secondo Statuto di Autonomia. Questo percorso, intrapreso 50 anni fa, a causa delle mutate condizioni sociali, ha richiesto degli adeguamenti. Una richiesta che viene ora soddisfatta con la nuova legge provinciale sull’Edilizia pubblica e sociale entrata in vigore il 22 luglio 2022.
Le tematiche dell’abitare non sono collegate solamente all’ambito dei contributi ma, sottolinea il direttore della Ripartizione edilizia abitativa, Stefan Walder, sono stati elaborati 12 punti fondamentali per realizzare l’obiettivo di avere alloggi a prezzi sostenibili. Si tratta nel dettaglio di avere: regole chiare per lo spazio abitativo per la popolazione residente; regole chiare per gli alloggi per uso turistico; incentivi per favorire la locazione; consistenti agevolazioni per l’acquisto della prima casa; sviluppo e rafforzamento dell‘edilizia residenziale pubblica e sociale; potenziamento dell’offerta di alloggi per lavoratori; alloggi per persone anziane; alloggi per famiglie e persone giovani; alloggi per persone con disabilità; progetti mirati per persone non autosufficienti; salari equi ed adeguati; rivedere gli standard edilizi. Tutte le tematiche relative all’abitare coinvolgono vari Dipartimenti provinciali ed ovviamente sono collegate alle decisioni che vengono adottate in materia di urbanistica e nella definizione del fabbisogno abitativo a livello comunale. Al momento l’unico Comune che ha elaborato un proprio Piano di sviluppo comunale è quello di Racines.
Una nuova base giuridica per sviluppare l’edilizia sociale. Nel settore dell’abitare l’Alto Adige è una provincia con un costo della vita elevato, una domanda in aumento ed un’offerta limitata. Nel corso degli anni la Giunta provinciale ha deciso di contrastare questo fenomeno con diversi passaggi e misure concrete. Si tratta di misure che spaziano da un rilancio dell’IPES e semplificazioni nel campo dell’edilizia abitativa agevolata, da una limitazione dell’AirBnB e regolamentazioni fiscali dell’Imposta municipale immobiliare (IMI), dagli appartamenti a prezzo fisso ad offerte migliorative per persone a basso reddito. La legge quadro ha lo scopo di creare una base giuridica per nuovi sviluppi e di offrire ancora un ampio campo di applicazione per la progettazione e il suo aspetto centrale è rappresentato dal miglioramento della collaborazione con i Comuni e con i Servizi sociali. Al centro della nuova legge vi è una divisione fra canone sociale (per famiglie in difficoltà economiche) e un canone sostenibile (per persone che hanno difficoltà a trovare una locazione sul mercato libero). Utilizzando determinati criteri per la definizione del punteggio nell’assegnazione di un appartamento, in futuro le famiglie in situazioni di emergenza potranno ottenere più rapidamente uno spazio abitativo. Se, invece, si verificano casi di violenza domestica, l’assegnazione di un appartamento può essere revocata o trasferita ad altre persone che vivono nell’appartamento (es. la vittima di violenza). La legge intende promuovere maggiori opzioni abitative prive di barriere architettoniche per anziani e persone con disabilità, nonché nuovi modelli abitativi innovativi in termini di diversità sociale. Si prefigge, tra l’altro, di ”favorire modelli abitativi nuovi e innovativi come il cohousing (coabitazione sociale) anche per le persone con disabilità e le case multigenerazionali e realizzare progetti pilota per forme e modelli abitativi nuovi ed alternativi da destinare a determinati gruppi di persone, per promuovere la pluralità sociale, la collaborazione di quartiere, le attività sociali, la pacifica convivenza ed i rapporti di buon vicinato”.
L’IPES al centro del progetto. Con il Programma di costruzione IPES per gli anni 2023-2033 si prevede la realizzazione di 617 nuovi appartamenti che impiegheranno un volume finanziario complessivo di 323,7 milioni di euro. Per 242 di questi alloggi esiste già una copertura completa, per un totale di circa 200 milioni di euro assicurati anche dal prestito ottenuto dall’IPES con la Banca europea per gli investimenti (BEI) per un ammontare di 125 milioni di euro. Per la prima volta sono previsti alloggi a canone sostenibile. L’IPES è stato in grado di ampliare il proprio patrimonio abitativo da 4.700 alloggi nel 1972 agli attuali 13.468 appartamenti nel 2022 con 29.106 inquilini.
Un’interessante pubblicazione dell’ASTAT sulle politiche abitative provinciali. Nel 2023, la Ripartizione Edilizia abitativa, in collaborazione con l’Istituto provinciale di statistica (ASTAT), ha pubblicato lo studio “50 anni di politiche abitative autonome in Alto Adige”. In media, dal 1999 sono stati messi a disposizione dalla Provincia 165 milioni di euro all’anno per l’edilizia agevolata. A livello nazionale la vendita e la nuova costruzione di alloggi pubblici sta diminuendo, mentre in Alto Adige si sta sviluppando in direzione opposta. L’IPES è stato in grado di ampliare il proprio patrimonio abitativo da 4.700 alloggi nel 1972 agli attuali oltre 13.400 appartamenti nel 2022. Negli ultimi 20 anni, la Provincia ogni anno ha erogato in media 10.577 euro pro capite in fondi pubblici, nella vicina provincia di Trento sono stati erogati 6.767 euro pro capite, nelle Regioni a statuto ordinario e speciale circa 2.327 euro pro capite. L’Alto Adige ha quindi investito in questo settore una cifra cinque volte superiore a quella erogata dallo Stato.
ft/ck
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