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I quattro progetti elencati nel dettaglio 

22/10/2026

Un approfondimento sui quattro progetti che abbiamo preso ad esempio quale frutto dell'attività dell'Ufficio provinciale Ricerca scientifica

L'attività dell'Ufficio provinciale Ricerca scientifica dà i suoi frutti. (Foto: Claudiana)
L'attività dell'Ufficio provinciale Ricerca scientifica dà i suoi frutti. (Foto: Claudiana)

Materials-based innovation as catalysts for a sustainable transition into circularity in South Tyrol 

La maggior parte dei reperti nella nostra vita quotidiana ha origine da materiali lavorati industrialmente, sviluppati per soddisfare i requisiti e i limiti della produzione e del consumo di massa. La consapevolezza che questo modello comporta una catastrofe ambientale e sociale, mettendo in crisi ecosistemi, esaurendo le risorse non rinnovabili, creando rifiuti pericolosi e perpetrando un uso inefficiente delle risorse energetiche, rende sempre più vitale un cambiamento radicale nel nostro sistema di gestione delle risorse. Questo studio mira a favorire la transizione verso un'economia più circolare e sostenibile, tramite lo sviluppo di nuovi materiali ottenuti da risorse locali inutilizzate.  

La complessità dell’ambito richiede un team ampio e interdisciplinare: il consorzio del progetto, guidato dalla Facoltà di Design di Unibz, comprende esperti di tecnologia alimentare, nanoelettronica, antropologia e le autorità locali di gestione dei rifiuti. La metodologia del progetto combina conoscenze e metodologie scientifiche con ricerca pratica, in un approccio multidisciplinare. L'ampio consorzio permette una raccolta e analisi continua delle potenziali risorse locali: iniziando con l'identificazione, la mappatura e l'analisi delle fonti regionali di rifiuti e sottoprodotti industriali e agroalimentari, selezionando le sostanze e i processi più promettenti insieme all'istituzione di una rete di stakeholder (industria locale e agricoltori) che lavorano con i processi selezionati, seguita da sperimentazioni iterative e una fase di prova di concetto sulla trasformazione delle risorse locali poco utilizzate in nuove alternative materiali di valore. Il team collaborerà con gli stakeholder per co-creare, testare e convalidare sostanze, materiali, processi e tecnologie correlate, immaginando nuove applicazioni sostenibili da integrare nei cicli di produzione o coltivazione attuali.   

Vanessa Ward, coordinatrice del corso per il programma di Bachelor of Design presso l'Università della Tasmania, ha recentemente visitato il Unibz Design Friction Lab per contribuire al progetto MICST. Durante la sua permanenza di tre mesi ha avuto l'opportunità di sviluppare nuove prospettive per il suo lavoro e di scoprire alcuni parallelismi interessanti e inaspettati tra Alto Adige e la Tasmania. 

Nonostante l'enorme distanza e la differenza in termini di dimensione (la Tasmania è circa dieci volte più grande dell’Alto Adige), le due regioni condividono un clima e una dimensione di popolazione molto simili, oltre che la cultura delle mele: infatti, la Tasmania era conosciuta come l'"Isola della Mela" ed esportava mele nei mercati europei fino ai primi anni '70, quando la Gran Bretagna aderì al Mercato Europeo Comune e le esportazioni di mele calarono drasticamente. Queste somiglianze aprono quindi grandi opportunità di collaborazione nella ricerca e il progetto MIST costituisce quindi un esempio dell'importanza dell'interdisciplinarità e collaborazione tra ricercatori a livello internazionale. 

Materials-based innovation as catalysts for a sustainable transition into circularity in South Tyrol | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige 

South Tyrol in the mirror / Libera Università di Bolzano 

Discover and Act with Intelligent Artefacts 

L'attuale carenza di talenti nel settore S&T (Science and Technology) non è un problema legato solo al numero esiguo di laureati, ma anche alla mancanza di soft skills e diversità, che garantiscono le prospettive sempre nuove, motore dell'innovazione. 

Il progetto "Discover and Act with Intelligent Artefacts" si prefigge quindi gli obiettivi di rivedere il curriculum educativo S&T e favorire lo sviluppo di nuovi percorsi formativi, integrando la progettazione e lo sviluppo di artefatti interattivi intelligenti con le arti performative, includendo persone diverse per ridurre l’attuale gender gap. Questo approccio viene applicato in due fasi fondamentali dello sviluppo educativo: scuole primarie e secondarie, poiché il cambiamento dovrebbe iniziare nelle prime fasi del percorso educativo, quando si sviluppano modi di pensare e attitudini, ed estendersi fino alle scuole superiori, quando i giovani devono scegliere la propria carriera.  

Lo studio si concentra su due ipotesi: 

  1. L’interpretazione performativa, che combina movimento e gestualità, e la contestualizzazione di artefatti in una narrativa consentono a chi partecipa di sperimentare, comprendere e progettare il funzionamento di artefatti interattivi intelligenti 
  2. Secondo gli stereotipi vigenti, S&T sono perlopiù associati a tratti considerati maschili come pensiero analitico. L’educazione artistica, invece, pone l’accento su tratti che, in base agli stereotipi attuali, sono associati generalmente al mondo femminile, quali empatia e comunicazione. Fondere i due aspetti può migliorare in modo sostanziale la percezione di S&T e favorire maggiore diversità. 

Il consorzio vede la stretta collaborazione di:  

  • Libera Università di Bozen-Bolzano, ente coordinatore (coordinatrice e responsabile per l’ente: Rosella Gennari),  
  • EURAC (responsabile per l’ente: Roberta Medda-Windischer).  

Il nucleo principale del consorzio è inoltre composto in larga maggioranza da donne, esperte nei rispettivi ambiti di ricerca (>90% donne).  

Le attività organizzate dal team sono divise per fascia di età: 

  • Per i più piccoli (primi anni della primaria), il progetto propone attività di interpretazione e narrazione con artefatti interattivi, guidate da personale educativo e del consorzio di ricerca. La natura aperta e non completamente definita degli artefatti consente a chi partecipa di esplorarne le funzionalità come semplici agenti intelligenti, capaci di percepire attraverso diversi sensori, prendere decisioni e reagire di conseguenza. 
  • Per le e i più grandi, il progetto prevede attività di making, creando artefatti interattivi intelligenti in funzione del contesto interpretativo scelto, e interpretazione, collaborando con persone provenienti dal mondo artistico e della formazione. Attraverso questi workshop, chi partecipa non solo acquisisce competenze tecniche, ma sperimenta anche tecniche performative e narrative. 

DESMOJOINT - Targeting an Antisense lncRNA of the Desmoplakin Gene for Treating Arrhythmogenic Cardiomyopathy in Human Cellular Model  

La cardiomiopatia aritmogena (ACM) è una malattia cardiaca rara ma grave, caratterizzata dalla progressiva sostituzione del tessuto del miocardio da tessuto fibro-adiposo. Questa condizione aumenta il rischio di aritmie, insufficienza cardiaca e morte cardiaca improvvisa.  

L’ACM è spesso causata da mutazioni nei geni che codificano le proteine dei desmosomi cardiaci (ovvero le giunzioni proteiche tra due cellule vicine, in questo caso del cuore), tra cui la desmoplachina (abbreviata in DSP, è la proteina fondamentale che costituisce i desmosomi cardiaci). I pazienti portatori di varianti patogeniche di DSP presentano frequentemente coinvolgimento del ventricolo sinistro, fibrosi estesa e un elevato rischio di eventi aritmici. 

Recentemente è stato identificato un nuovo filamento RNA lungo non codificante antisenso lncRNA, denominato DSP-AS1, che si sovrappone parzialmente alla sequenza del gene DSP. Il gruppo di ricerca ha dimostrato che questo lncRNA esercita un effetto inibitorio sulla trascrizione del gene DSP, riducendo così l’espressione della proteina desmoplachina, da cui sono composti appunto i desmosomi cardiaci.  

Questa scoperta suggerisce una possibile strategia terapeutica per i pazienti portatori di mutazioni di DSP. Utilizzando una molecola specifica in grado di inibire il filamento DSP-AS1, i ricercatori mirano a correggere il fenotipo della cardiomiopatia aritmogena ripristinando l’espressione di DSP in cellule staminali pluripotenti indotte umane o “hiPSC”, cioè cellule adulte (come quelle della pelle o del sangue) riprogrammate in laboratorio per tornare a uno stato simile a quello embrionale e, in questo caso, anche portatrici di mutazioni che causano la carenza di DSP. 

Per raggiungere questo obiettivo, il progetto coinvolge un consorzio internazionale tra il Cardiocentro Ticino Institute (Svizzera), l’Università di Padova (Italia) e l’Università di Gand (Belgio). Saranno utilizzate cellule ottenute da un paziente con una mutazione del gene DSP. Questo progetto si concentrerà quindi sulla comprensione dell’interazione tra DSP-AS1 e DSP in diversi tipi di cellule cardiache, in un contesto clinicamente rilevante. Poiché l’inibizione di DSP-AS1 rappresenta un nuovo approccio terapeutico per l’ACM, il progetto esplorerà inoltre l’utilizzo di vescicole extracellulari per trasportare la molecola inibitrice in modelli cellulari umani tridimensionali, come microtessuti multicellulari e tessuti cardiaci ingegnerizzati.  

CODE-AI4PEDs-Co-developing Artificial Intelligence for Resilient Positive Energy Districts 

Secondo i dati Eurostat, oltre 41 milioni di europei non sono riusciti a riscaldare adeguatamente le proprie case nel 2022. A causa della pandemia e della guerra in Ucraina, le città europee si sono trovate incapaci di adattarsi al cambiamento del panorama energetico. Ciò ha comportato una povertà energetica aggravata sia dagli elevati costi che dalla scarsa efficienza energetica degli edifici. Una soluzione per le città è aumentare la loro resilienza energetica tramite Distretti Energetici Positivi (PED), favorendo così l'autosufficienza energetica regionale. Questo studio si prefigge quindi di creare un modello urbanistico per le città basato su quattro principi di resilienza energetica (disponibilità, accessibilità, convenienza e cooperazione), che migliori la capacità di adattarsi alla crisi in corso. I quattro principi si articolano quindi in: Disponibilità di fonti energetiche sostenibili sufficienti e diversificate e capacità di accumulo; Accessibilità a fonti sostenibili attraverso infrastrutture fisiche e istituzionali per la distribuzione e lo scambio; Convenienza economica per singoli nuclei familiari, imprese e comunità; Cooperazione nello sviluppo di PED tra tutti gli stakeholder nelle loro diverse funzioni.  

Gli obiettivi principali del progetto 4A4PEDs sono quindi:  

  • Sviluppo di quadri di valutazione pratici per valutare e migliorare la resilienza energetica a livello distrettuale  
  • Test e co-creazione di soluzioni in diversi laboratori in tutta Europa 
  • Co-creare soluzioni con le comunità, promuovere accessibilità e coinvolgimento dei cittadini nella pianificazione energetica 
  • Generare strumenti, linee guida e materiali didattici per un ampio utilizzo da parte di città, università e responsabili politici 
  • Costruire partnership a lungo termine per la condivisione della conoscenza e l'impatto futuro 

Il progetto è attivo i diversi laboratori: Amstelveen (NL), Verona (IT), Regione Metropolitana di Helsinki (FIN) e Battenberg/Hatzfeld (GER).    
Dopo un anno di lavoro intensivo, il team del progetto di ricerca 4A4PEDs è riuscito a stabilire solide basi e sviluppare un quadro completo sulla resilienza in linea con gli standard ESG (Environmental, Social, Governance), cioè le regole e i modelli che le aziende usano per misurare, gestire e spiegare in modo trasparente il loro impatto sulla sostenibilità. 

Il quadro è stato quindi testato e perfezionato nei quattro diversi laboratori e ogni sito ha fornito intuizioni uniche: Helsinki ha affrontato le sfide regolatorie, Verona ha affrontato la complessità socioeconomica, Battenberg–Hatzfeld si è concentrata sulla governance e sul coordinamento tra le parti, e Amstelveen ha promosso i processi di coinvolgimento degli stakeholder e co-creazione.  

4A4PEDs Completes First Year: From Vision to Framework for Europe's Energy-Resilient Districts - Eurac Research 

4A4PED - DUT 4A4PED - Disponibilità, Accessibilità, Accessibilità e Principi di Alleanza per i PEDs resilienti all'energia - Eurac Research 

red

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