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La spinta all’innovazione per l’Alto Adige

22/10/2026

Dal centro per l’idrogeno agli autobus e ai treni ecologici, dalla rete civica myCIVIS agli asili nido, alle scuole materne e agli istituti scolastici: l’Alto Adige ha fatto passi da gigante grazie al PNRR.

In Alto Adige, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono stati realizzati in quattro anni 4610 progetti, distribuiti su sette missioni.
In Alto Adige, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono stati realizzati in quattro anni 4610 progetti, distribuiti su sette missioni.

1,74 miliardi di euro, 4610 progetti, quattro anni di tempo per l’attuazione: per sfruttare al meglio il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), anche l’Alto Adige ha dovuto premere il tasto “turbo”. Alla fine, lo sforzo è stato ripagato.

Era la primavera del 2020 quando l’Italia, prima tra i paesi dell’UE, fu colpita duramente dalla pandemia di Covid e dai lockdown. Con 194,4 miliardi di euro, l’UE assegnò quindi al Paese la parte di gran lunga maggiore dello storico pacchetto di stimolo economico NextGenerationEU. Il piano fu poi attuato come PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). L’Alto Adige ha ricevuto, in proporzione, poco meno dell’uno per cento dell’importo totale assegnato all’Italia. Gli 1,74 miliardi di euro, il cui impiego è stato coordinato dalla task force PNRR della Provincia autonoma di Bolzano, rappresentano la somma più ingente mai assegnata alla Provincia da parte dello Stato o dell’Unione europea. “Se facciamo un confronto con i programmi dei Fondi strutturali dell’UE, che hanno una du-rata di sette anni ciascuno, questi, messi insieme, non raggiungono nemmeno la metà della somma che è affluita in Alto Adige tramite il PNRR”, precisa Peter Gamper, responsabile della task force PNRR della Provincia di Bolzano. 

Molti elogi, ma anche critiche. Gamper è convinto che il PNRR abbia indubbiamente dato un forte impulso all’innovazione e accelerato i processi. Molti progetti già in cantiere presso le amministrazioni pubbliche hanno potuto essere realizzati prima e più rapidamente grazie alla disponibilità di fondi. “Alcuni concetti innovativi, invece, si sono fatti conoscere davvero in Alto Adige proprio grazie alle linee guida del PNRR. Penso a temi come l’agrofotovoltaico, le comunità energetiche o alcune delle riforme nel settore sanitario”, spiega Gamper. In questo caso, il PNRR ha agito da motore di idee e, grazie alla pressione temporale, ha talvolta reso possibili cambiamenti coraggiosi.

 Nonostante le immense opportunità offerte dal PNRR, il Piano di ricostruzione ha suscitato anche critiche: troppo burocratico, gestito in modo troppo centralistico e caratterizzato da una pressione temporale eccessiva. “Senza dubbio gli attori incaricati dell’attuazione, ad esempio i Comuni, hanno dovuto unire le forze e investire intensamente le proprie energie nella realizzazione dei progetti”, conferma Gamper. In definitiva, anche la pubblica amministrazione ha acquisito un notevole bagaglio di competenze. Con il primato nazionale di progetti portati a termine, pari a quasi l’80 per cento alla fine di luglio, l’Alto Adige ha dimostrato di essere stato in grado di cogliere al volo questa opportunità probabilmente irripetibile. Anche i progetti che, in parte, non sono ancora stati completati se non formalmente, dovrebbero essere portati a termine entro la fine dell’anno. “Sono convinto che porteremo a termine bene anche questi e che, in ogni caso, non abbiamo nulla da temere dal confronto con altre Province e Regioni”, conclude Gamper

Una panoramica dei progetti in Alto Adige è disponibile nel dossier conclusivo della task force PNRR: https://europa.provincia.bz.it/it/news/pnrr-pubblicato-il-dossier-aggiornato-al-30-giugno-2026-oltre-4-600-progetti-e-investimenti-per-1-75-miliardi-di-euro-in-alto-adige

Ulteriori informazioni: https://next-generation-eu.europa.eu/index_it

pir/mdg

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