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Mobilità pubblica: destinazione zero emissioni

22/10/2026

Il protagonista del trasporto pubblico locale, la società in house della Provincia SASA SpA, viaggia verso le zero emissioni, riconvertendo gradualmente la flotta degli autobus.

SASA SpA, la più grande realtà di trasporto pubblico in Alto Adige, continua la sua transizione verso le zero emissioni. (Foto di SASA/Lucia Rose Buffa)
SASA SpA, la più grande realtà di trasporto pubblico in Alto Adige, continua la sua transizione verso le zero emissioni. (Foto di SASA/Lucia Rose Buffa)

All’insegna di una mobilità di qualità e rispettosa dell’ambiente, la più grande realtà di trasporto pubblico in Alto Adige, per numero di autobus, linee e passeggeri, continua la sua transizione verso le zero emissioni. Si tratta di SASA SpA, partecipata per l’88 per cento dalla Provincia, i cui mezzi, sommati, percorrono ogni giorno la distanza di un intero giro intorno all’equatore. 

Ma qual è lo stato attuale dei mezzi SASA in circolazione in Alto Adige? Già oggi, 51 mezzi su 374 della flotta sono a zero emissioni, tra autobus elettrici e fuel cell. Ne stanno per entrare in servizio altri 11, all’interno di un piano per il quale la Giunta provinciale ha stanziato un anno fa le risorse per l’acquisto di 120 mezzi. Non solo: altri 50 dei bus attualmente in servizio sono alimentati con HVO: un biocarburante che nella sua produzione riduce le emissioni fino al 90 per cento rispetto al diesel di origine fossile. Ed è prevista la conversione da diesel a HVO per ulteriori mezzi nei prossimi anni.

L’obiettivo che sta perseguendo SASA, come spiega la presidente Astrid Kofler, è “convertire la flotta verso le zero emissioni, adeguare di conseguenza l’infrastruttura e formare il personale”, oltre 600 collaboratrici e collaboratori, affinché il servizio funzioni. Si arriverà così nei prossimi due anni e mezzo, prevede Kofler, ad avere mezzi a zero emissioni per metà della flotta (a cui si aggiungono i mezzi ad HVO), con una prevalenza dell’elettrico a batteria rispetto alle altre tecnologie. Di pari passo, si sviluppa l’infrastruttura di ricarica.

Obiettivo zero emissioni, con un approccio attento alla tecnologia più funzionale. “Zero emission significa sfruttare la tecnologia che meglio si inserisce all’interno del contesto, aziendale e operativo: i nuovi acquisti saranno principalmente mezzi a batteria, ma l’idrogeno è una valida tecnologia complementare, soprattutto laddove esistono vincoli infrastrutturali”, e qui la presidente di SASA fa l’esempio del mancato spazio per l’installazione delle colonnine di ricarica, o delle difficoltà per raggiungere la potenza energetica richiesta a ricaricare grandi quantità di bus elettrici a Merano. Da questo punto di vista, spiega Kofler, si auspica di riuscire a lavorare per livellare verso il basso i costi, che per l’idrogeno verde sono il vero elemento penalizzante. Proprio su questo aspetto si stanno concentrando le politiche europee in quest’ambito, con piani di incentivi già approvati sia a livello nazionale che comunitario per abbassare gli oneri per l’impiego dell’alimentazione a idrogeno. Tecnologia che ha il vantaggio di ovviare al vincolo della colonnina di ricarica, con un processo di rifornimento più snello.

 Un mix tecnologico verso la neutralità climatica. “SASA conta su un mix tecnologico, e la tecnologia si evolve in maniera piuttosto rapida, quindi è bene continuare a monitorare, studiare, scambiarsi best practice con altri attori e fare rete a livello nazionale e all’estero”, sottolinea la presidente Astrid Kofler, riferendosi all’impegno dell’azienda verso una mobilità che persegua la neutralità climatica, aggiungendo, per quanto riguarda l’impegno a mantenersi al passo coi tempi: “Cerchiamo di farlo costantemente, per portare avanti la decarbonizzazione”.

Hydrogen Adige Valley. Nel contesto, si inserisce Hydrogen Adige Valley, progetto di sperimentazione per la generazione di energia e per la decarbonizzazione del trasporto pubblico locale, promossa da Provincia, SASA e Alperia. Questo garantisce “disponibilità certa e immediata di idrogeno verde”, come spiega la presidente, e potrebbe offrire in futuro opportunità interessanti anche per il settore industriale.

Hydrogen Adige Valley integra in un unico sistema la produzione di energia rinnovabile, la generazione di idrogeno verde e il trasporto pubblico a zero emissioni. L’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea attraverso il Next Generation EU, ha mobilitato investimenti per circa 35 milioni di euro. Comprende un impianto da 2 MW per la produzione di idrogeno verde e un parco fotovoltaico dedicato da 1,5 MW, in grado di generare annualmente circa 1,89 GWh di energia rinnovabile e l’ampliamento dell’attuale distributore idrogeno a Bolzano e la costruzione di un distributore idrogeno a Merano. Come annunciato in sede di presentazione lo scorso giugno, l’impianto potrà produrre almeno 360 chilogrammi di idrogeno al giorno, destinati ad alimentare il trasporto pubblico locale e le stazioni di rifornimento di Bolzano e Merano.

Tra gli elementi innovativi, anche il primo impianto fotovoltaico provinciale realizzato sopra un parcheggio per autobus, permettendo di produrre energia senza ulteriore consumo di suolo.

gm

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