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IA nelle scuole: uno sguardo sul futuro

23/02/2026

L’Istituto Comprensivo Laives ha avviato alcuni progetti legati all’intelligenza artificiale. Una sfida ambiziosa per sviluppare consapevolezza, competenza e visione.

Alunne e alunni della Scuola Gandhi durante un laboratorio di robotica educativa con uso di IA per attività di coding e progettazione in gruppo. (Foto: Istituto Comprensivo Laive)
Alunne e alunni della Scuola Gandhi durante un laboratorio di robotica educativa con uso di IA per attività di coding e progettazione in gruppo. (Foto: Istituto Comprensivo Laive)

Il futuro? Comincia ora. Dalla scuola naturalmente, dove l’IA, da semplice strumento in grado di alimentare curiosità, si sta rivelando risorsa pedagogica fondamentale. All’Istituto Comprensivo Laives, diretto dalla dirigente Emanuela Scicchitano, l’intelligenza artificiale è diventata, gradualmente, normalità. Nel 2022 il primo approccio ambizioso nel promuovere su più livelli l’innovazione didattica. “Siamo partiti con la volontà di avviare una profonda revisione dei curricoli per adeguarli alla sfida educativa che la complessa società di oggi ci richiede”, esordisce Scicchitano, che proprio nel 2022 è stata nominata dirigente dell’Istituto Comprensivo, che forma circa 1000 ragazze e ragazzi di quattro Scuole primarie (Vadena, San Giacomo, Pineta e Laives), oltre a quelli della Scuola secondaria di I grado “Fabio Filzi” che si trova a Laives.

Dottoressa Scicchitano, quali sono i concetti chiave che avete intrapreso?
“Innovazione tecnologica e relazione educativa” sono due concetti che per me sono in dialogo fra loro e ci aiutano a mettere in piedi un modello didattico che sia davvero vicino ai bisogni formativi degli alunni. E l’intelligenza artificiale noi la vediamo fortemente legata a questi due concetti: un supporto tecnologico che ci può aiutare a rendere l’apprendimento un percorso motivante per tutti gli studenti, senza perdere di vista il valore insostituibile delle relazioni, dell’empatia, dell’ascolto e della responsabilità educativa”.

Come avete avviato questo progetto ambizioso?
“Abbiamo deciso di scrivere un curricolo verticale di intelligenza artificiale in cui fare rientrare le nostre attività e collegarle a degli obiettivi specifici di apprendimento, secondo le linee guida ministeriali e secondo quelle provinciali che usciranno nel corso dell’anno e sono redatte dal gruppo di lavoro Athena, coordinato dall’ispettore Fabio Furciniti”.

Quali sono le attività principali che avete intrapreso?
“Abbiamo deciso di aderire alla rete nazionale di scuole “Book in progress AI”, promossa dall’Istituto secondario di secondo grado “Ettore Majorana” di Brindisi. Si tratta di una piattafor-ma didattica che permette ai docenti di diventare editor dei contenuti e delle attività didattiche previste dai curricoli scolastici e agli alunni di potervi accedere dai propri tablet e di personalizzarli in base ai propri stili di apprendimento e bisogni educativi. Noi la sperimenteremo a partire dal prossimo anno scolastico nella Scuola secondaria di primo grado. Oltre ad esso stiamo lavorando sul progetto “Scienze in Depth”, sviluppato con ARCI e basato sul modello dell’apprendimento in profondità, con il supporto dell’intelligenza artificiale per la ricerca e l’elaborazione delle informazioni. Poi ancora il progetto di robotica educativa inclusiva, che prevede l’uso dell’IA applicato ai giochi della Lego spyke per il supporto degli alunni con BES”.

Che impatto ha avuto l’IA?
“La sfida, condivisa tra docenti e alunni, nasce dallo sviluppare consapevolezza, competenza e visione, affinché l’innovazione tecnologica rafforzi la dimensione umana dell’educazione. Il progetto innesca un meccanismo virtuoso, in cui si attivano altre due dinamiche positive: la creatività dei docenti, che diventano editor di contenuti e progetti adatti ai loro contesti classe, e la metacognizione degli alunni, nel momento in cui ragionano sui propri stili di apprendimento, sui punti di forza e di criticità che possono emergere nelle valutazioni formative”.

Le famiglie come hanno accolto questo progetto?
“Le famiglie sono sempre favorevoli a ciò che migliora le competenze degli alunni e hanno sostenuto finora tutte le azioni che abbiamo intrapreso. Un bel segnale per tutti noi”.

Come si sviluppa il modello basato sulla personalizzazione degli apprendimenti e come si riesce ad ottenere un vero feedback formativo?
“La personalizzazione degli apprendimenti si basa prima di tutto sul riconoscimento degli stili di apprendimento degli alunni sia da parte degli insegnanti sia da parte degli alunni stessi, che devono essere guidati a capire chi sono e chi possono essere. Nei nostri progetti di IA questo passaggio è fondamentale, perché permette di adattare lo strumento tecnologico alla persona e di metterla nelle condizioni di chiedere correttamente all’IA di cosa ha bisogno. Nel caso di Book in progress AI, lo studente può persona-lizzare i contenuti elaborati dai suoi insegnanti in base allo stile cognitivo, ai bisogni educativi e alle aspettative di apprendimento”.

La scuola come può insegnare a comprendere ancora di più l’intelligenza artificiale?
“L’intelligenza artificiale è una rivoluzione strutturale al pari di altre che abbiamo vissuto: dalla produzione dei libri a stampa di Gutenberg all’introduzione dell’elettricità, fino all’invenzione della radio, dello smartphone o di Internet. La scuola deve guidare il cambiamento affinché sia assimilato dagli alunni in modo consapevole e possa essere un elemento di vantaggio cognitivo. Altrimenti si rischia che le fasce socialmente più deboli ne siano travolte: non ci possiamo permettere altri divari”.

tl

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