Il sogno di Anterselva
A poco più di un anno dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, Anterselva, sede delle gare di biathlon, è già in fermento per quello che sarà l’evento più rilevante nella storia dello sport altoatesino.
Se puoi sognarlo, puoi farlo. Con il lavoro, i sacrifici, l’unità d’intenti. Senza dimenticare la tradizione, il marchio di fabbrica di una piccola e rigogliosa località, Anterselva, che sogna ad occhi aperti il giorno in cui scriverà la storia, diventando per la prima volta nella storia dello sport altoatesino sede di un’edizione dei Giochi olimpici invernali. Il tempo avanza, l’attesa sale a dismisura, eppure, nell’affascinate valle laterale della Pusteria, meta turistica quasi d’obbligo per chi l’Alto Adige lo vuole vivere appieno, l’Olimpiade non porterà a nessuna rivoluzione. “Perché tutto ciò che sorgerà da qui al 2026, e anche oltre, sorgerà grazie alle Olimpiadi e resterà nel tempo, soprattutto alle uture generazioni”, esordisce il sindaco di Anterselva Thomas Schuster, che ogni giorno, o quasi, fa capolino in quello che sarà l’epicentro del sogno olimpico: la Südtirol Arena Alto Adige, lo stadio del biathlon. I lavori di potenziamento della struttura procedono senza grandi intoppi, in previsione del primo “esame”, con la sesta tappa della Coppa del Mondo in programma dal 23 al 26 gennaio 2025.
Giochi come opportunità. L’argomento Giochi è stato al centro di controversie, è innegabile, ma a Anterselva, parola del primo cittadino Thomas Schuster, puntano a rappresentare un’opportunità per tutti. Nessuno escluso. “Penso anzitutto ai giovani atleti, soprattutto quelli di casa, che realizzeranno il sogno di una vita, ma anche al pubblico e agli appassionati che potranno raccontare, un giorno, di avere vissuto dal vivo le emozioni di un’Olimpiade”. Per raggiungere questo traguardo servono le infrastrutture, da garantire alla folta platea che raggiungerà Anterselva e l’Alto Adige. Negli ultimi 50 anni di storia del biathlon ad Anterselva sono cambiate tante cose, ma il fattore che ha permesso ad Anterselva di confermarsi una vetrina mondiale del biathlon è certamente la tradizione. “Tutti i meccanismi devono incastrarsi al meglio, perché se da un lato possiamo contare su tantissimi volontari (quasi mille, ndr), dall’altro sappiamo che dovremo collaborare al meglio con altre figure, come il Comitato di coordinamento provinciale per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026 e la Fondazione Milano Cortina 2026, per curare al meglio i diversi aspetti che riguardano i Giochi”, sottolinea Schuster. In ballo ci sono i piani della mobilità, dei trasporti e gli interventi agli impianti sportivi. Tutto va coordinato al meglio, in previsione dell’appuntamento che scriverà la storia dello sport altoatesino.
La casa del biathlon. Da settimane i lavori nella “casa del biathlon” proseguono senza sosta. La tappa di Coppa del Mondo si avvicina e, per l’occasione, lo stadio che può ospitare fino a 20.000 spettatori (ma per le Olimpiadi la capienza verrà limitata) sta assumendo una fisionomia sempre più ecosostenibile. Da alcune settimane sono cominciati i lavori per collocare sette nuovi piloni alti 30 metri, che garantiranno all’impianto un’illuminazione più omogenea per le tante telecamere che riprenderanno le gare. La struttura in cemento del media center, dove trovano spazio gli uffici e l’ufficio gare, è stata rivestita di ferro. Sulla struttura si lavora per collocare i pannelli dell’impianto fotovoltaico, che consentirà allo stadio di essere autosufficiente a livello energetico e sostenibile. Il fiore all’occhiello è il nuovissimo poligono, il cuore pulsante delle gare di biathlon. Dietro ai lavori di rinnovamento, però, non mancano le procedure a livello organizzativo. “Stiamo lavorando sui contratti, in quanto il Comune di Anterselva, come proprietario dell’impianto, cederà in locazione gratuita la gestione dell’impianto alla Fondazione Milano Cortina. Pensando ai lavori di rinnovamento della struttura sono particolarmente orgoglioso di un aspetto: non utilizzeremo un metro quadrato in più della superficie attuale”, sottolinea il sindaco della sede olimpica.
Le sfide e il futuro. Gestire 52 milioni di euro per un Comune di 3000 anime è già, di per sé, una sfida nella sfida in ottica Olimpiadi. Si lavora per mantenere Anterselva al top nel panorama del biathlon mondiale, con la convinzione che il lavoro garantirà alla capitale del biathlon italiano di diventare una “best practice” in ottica futura. “La grande sfida è gestire questa opportunità in modo sostenibile e penso che stiamo lavorando al meglio sotto questo punto di vista: la parte degli investimenti riguarda i cittadini, quella gestionale invece non rappresenterà, invece, un onere per la collettività”, evidenzia Schuster. La Südtirol Arena Alto Adige sarà un impianto sicuro, grazie ai lavori da parte della Protezione civile sopra l’area del poligono di tiro, nella quale è stata costruita una diga di diversione di circa 8 metri di altezza, lungo il rio Rieper. “Ci sono poi i lavori di ampliamento della rete in fibra ottica a Rasun e gli interventi sulla mobilità, come i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte di Rasun-Anterselva, con l’aggiunta di un percorso pedonale: lavori incentrati sulla sicurezza stradale e l’accessibilità della Valle di Anterselva, garantiti grazie ai fondi olimpici”, spiega Schuster che, ripensando ai Giochi che verranno, sottolinea come questo evento avrà ricadute positive sul futuro dell’intero territorio. “Basti pensare al collegamento ciclabile da Rasun alla stazione di Valdaora: un cambiamento rilevante, considerando che siamo una zona turistica, alla rinnovata casa della Cultura, che ospita 12 associazioni locali, i cui investimenti per il 60% sono stati garantiti dai fondi olimpici”. Schuster conclude con un pensiero significativo. “In passato, come comunità, abbiamo ricevuto tanto dai nostri campioni, che ci hanno onorato vincendo gare e titoli a livello mondiale. Con le Olimpiadi, noi vorremmo dare qualcosa in cambio, perché ciò che stiamo realizzando sarà un valore aggiunto per le generazioni future”.
Allo stadio in modo sostenibile. La parola Giochi, si sa, si sposa, naturalmente, con il termine afflusso. I tifosi del biathlon che arrivano ogni anno, da tutto il mondo, per la tappa di Coppa del Mondo, possono godere di un’esperienza unica, per i colori, l’atmosfera, ma anche a livello di mobilità. Per accedere allo stadio del biathlon, infatti, il Comitato organizzatore della Coppa del Mondo ha perfezionato, nel tempo, un rodato sistema di trasporto navetta. Per viaggiare senza stress, ma anche per godere in tranquillità degli scenari mozzafiato che circondano Anterselva. “Lavoriamo 365 giorni l’anno per un unico, grande evento, che nel tempo ha fidelizzato tantissimi spettatori”, spiega Lorenz Leitgeb, presidente del Comitato Coppa del Mondo di biathlon, che insieme a 8 collaboratori, a tempo pieno, monitora ogni aspetto a livello organizzativo. “Esistono tre diverse navette gratuite, con partenze da Anterselva di Mezzo, Valdaora e Rasun, che trasportano gli spettatori e tengono le auto lontano dalla zona dell’impianto. Per i Giochi, solamente a livello di delegazioni, atleti e dirigenti, attendiamo circa 600-700 persone”. Il biathlon ad Anterselva ha una tradizione decennale e si è evoluto. Oggi il 35% degli spettatori sulle tribune arriva dall’Italia. “A livello di ascolti, la platea televisiva per le gare di Coppa del Mondo tocca i 50 milioni di spettatori da tutto il mondo: sono numeri impressionanti, che per i Giochi olimpici aumenteranno ancora”. Il conto alla rovescia va avanti. E tra un anno, finalmente, il sogno di Anterselva diverrà realtà
Biathlon ad Anterselva
1971: prima gara di biathlon sul lago ghiacciato di Anterselva
1975: prima edizione dei Campionati del mondo di biathlon
6 edizioni dei Campionati del mondo di biathlon
256 gare di Coppa del Mondo disputate
60.000 spettatori ogni anno alle gare di Coppa del Mondo (l’evento sportivo invernale più grande in Italia)
1000 volontari in servizio
tl - ck
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