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Il teatro diventa strumento sociale

16/07/2025

La doppia valenza, culturale e sociale, della rassegna FUORI! del Teatro Stabile di Bolzano: spettacoli nelle residenze per anziani, nei laboratori per diversamente abili e nella Casa circondariale di Bolzano.

Alessio Kogoj e Giacomo Anderle hanno messo in scena lo spettacolo “La prima volta” davanti agli ospiti delle case di riposo di Bolzano, Merano, Egna, Laives e Bressanone. (Foto: Luca Guadagnini)
Alessio Kogoj e Giacomo Anderle hanno messo in scena lo spettacolo “La prima volta” davanti agli ospiti delle case di riposo di Bolzano, Merano, Egna, Laives e Bressanone. (Foto: Luca Guadagnini)

La rassegna gratuita del Teatro Stabile di Bolzano FUORI! ha preso il via lo scorso 10 maggio, rafforzando il suo impegno nei confronti delle ospiti e degli ospiti delle residenze per anziani con un nuovo progetto intitolato “La prima volta” (già andato in scena) e la ripresa, a grande richiesta, dello spettacolo dell’anno passato “Il giorno più bello” (dal 23 settembre al 9 gennaio). I tour degli spettacoli nelle case di riposo sono aperti a tutto il pubblico, per favorire ulteriormente l'incontro. Tra numerosissime, altre proposte di teatro diffuso e partecipato, altri due progetti si segnalano per la loro particolare valenza sociale: “Trasformazione In finita (di versa e in clusiva)”, prova aperta che ha visto coinvolti i partecipanti e le partecipanti al laboratorio di teatro proposto alla Sorriso Academy, che sostiene persone con sindrome di Down e disabilità cognitive; e le restituzioni dei laboratori permanenti che si svolgono all’interno della Casa circondariale di Bolzano e all’AIAS, organizzazione che lavora sul territorio per migliorare la qualità della vita di giovani con disabilità. In un cartellone di teatro diffuso e partecipato che mira appunto ad avvicinare all’attività culturale tutta la popolazione, sostenuto dalla Provincia autonoma di Bolzano con un contributo che si aggiunge all’assegnazione annuale, è chiaro come le iniziative in favore di ospiti delle case di riposo, disabili e persone con sindrome di Down abbiano una particolare valenza sociale.

Il teatro... fuori dal teatro. Il grande teatro nelle sale della provincia lo portarono già Fantasio Piccoli e Marco Bernardi, a Walter Zambaldi va ascritto invece il merito di averlo portato... fuori dal teatro e così più vicino alla gente. “Il teatro diffuso, in spazi non tradizionali, lo avevo fatto anche in passato, in Emilia Romagna, il teatro è da sempre nelle viscere della società” racconta il direttore del Teatro Stabile di Bolzano. “In maniera così strutturata lo sto facendo dal 2017, due anni dopo aver assunto la direzione del TSB: abbiamo coinvolto anziane e anziani in corsi di teatro tenuti da Paolo Rossi: siamo andati nei condomini con Pronto Soccorso Poesia, abbiamo portato Shakespeare nei bar, i laboratori permanenti nella Casa circondariale di Bolzano e al Thuniversum, proprio allo scopo di usare il teatro come strumento, non come fine”.

Recensendo “La prima volta”, un giornale locale ha scritto che solitamente il teatro è ritenuto cosa “per vecchi”. I progetti del Teatro Stabile di Bolzano sono anche “con vecchi”, grazie alla valorizzazione del lavoro della giornalista Maddalena Ansaloni e del fumettista Armin Barducci sui ricordi, i racconti, i canti degli ospiti delle residenze per anziani. “L’idea è mia, poi ho trovato chi potesse portarla avanti: sono progetti che avevo già in mente prima di arrivare qui, attendevano l’autore e l’interprete giusto”, spiega ancora Zambaldi. “Fare teatro contemporaneo vuol dire inserirsi nella realtà sociale, i teatri stabili servono a questo: prima abbiamo raccolto i materiali, lo spettacolo diventa una restituzione delle storie di persone che vivono la loro solitudine e nel teatro, assieme ai loro familiari, sperimentano un modo diverso di stare assieme. È un teatro che porta conforto”, aggiunge il direttore.

“Stelle” dietro le sbarre, detenuti in platea. Anche con questo nuovo cartellone di FUORI!, il Teatro Stabile di Bolzano è tornato nella Casa circondariale di Bolzano con un laboratorio permanente e la sua “restituzione”. “Abbiamo portato in carcere grandi artisti quali Stefano Accorsi e Manuel Agnelli: ai detenuti hanno parlato con il cuore, spiegando loro che non è mai troppo tardi per cambiare strada. E abbiamo portato i detenuti al teatro, perché al teatro devono venire tutti: il teatro dei lustrini e delle paillettes è una concezione vecchia, poi se qualcuno vuole viverlo così, va bene lo stesso".

Gli spettacoli nelle residenze per anziani, i laboratori nella Casa circondariale di Bolzano e quelli con i diversamente abili sono iniziative volte a migliorare la qualità della vita di soggetti fragili: un teatro doppiamente prezioso, culturalmente e socialmente. E i risultati si toccano con mano. “Il teatro è uno strumento sociale e di miglioramento di noi stessi. Il risultato è una scoperta positiva, quando s’incontra il teatro non ci si può non innamorare. Durante uno spettacolo nella Casa circondariale di Bolzano è successo che un detenuto che vi stava assistendo è stato chiamato per essere rimesso in libertà. Ha chiesto di poter seguire lo spettacolo fino alla fine, ma ovviamente non era possibile. Alla sera lo stesso spettacolo era in programma al Centro Trevi e lui è venuto a seguirlo” conclude il direttore del TSB. E se non è strumento sociale questo!

mdg

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