L'Alto Adige nel cuore
Tommaso Giacomel è la grande promessa del biathlon italiano in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina. Il venticinquenne atleta della Valle del Primiero è reduce dalla miglior stagione in carriera, cominciata alla scuola di Malles.
Da Malles a Ruhpolding, passando per Imer, ridente località della Valle del Primiero, dove Tommaso Giacomel è diventato il figlio prediletto, e Anterselva, la pista “di casa” dove, tra meno di un anno, il biathleta azzurro metterà nel mirino la seconda partecipazione in carriera alle Olimpiadi invernali. Il viaggio di Tommaso è un’ascesa tutta in divenire. Nella scorsa stagione il campione azzurro si è regalato la prima vittoria in Coppa del Mondo, nella mass start di Ruhpolding, in Germania. Un punto di partenza, non un punto di arrivo, per un ragazzo che tiene gli sci ben piantati a terra e lascia fuori dalla porta pressioni eccessive. Tommy non dimentica dove ha cominciato a coltivare il sogno di diventare una stella del biathlon: a Malles, tra le montagne della Val Venosta, tra le mura dell’Istituto superiore degli sport invernali. Umile, ma determinato, la giovane stella del Primiero rimane fedele al motto: “Per costruire una pagina del futuro bisogna vivere il presente. Ora”.
Tommaso Giacomel, la sua storia è cominciata lontano dalla sua terra. Cosa ricorda del suo passato?
Vivo a Imer, nel Primiero, ma sono nato a Vipiteno. Mia mamma ha scelto l’ospedale locale per far nascere me e mio fratello optando per il parto naturale in acqua, una scelta voluta. Poi i miei cinque anni alla scuola di Malles sono stati davvero unici. All’inizio è stata dura. Il problema con la lingua tedesca, l’ambientamento e altri piccoli aspetti. Con il tempo, però, ho imparato la lingua, ho coltivato amicizie, rapporti speciali con belle persone e ho capito che volevo emergere nel mondo del biathlon. Senza quella tappa posso dire che non sarei certo l’atleta che sono oggi.
Das vergangene Jahr war fast ein Meisterwerk: Betrachten Sie es als den Wendepunkt?
Es war ein besonderes und spezielles Jahr. Der beste Moment in meiner sportlichen Karriere fiel mit dem Tod meiner Großmutter zusammen. Emotional war es eine schwierige Zeit, aber ich habe es trotzdem geschafft, meinen Weg zu gehen. Seit dem Sieg im Januar in Ruhpolding hat sich so viel verändert und ich habe noch mehr Selbstvertrauen gewonnen. Ich habe mich sehr verbessert, habe am Schießstand gut geschossen: Dadurch konnte ich hervorragende Ergebnisse beim Weltcup erzielen. Seit diesem Erfolg war ich nie mehr unter dem sechsten Platz. Ich würde sagen, es war ein sehr glückliches Jahr für meine Karriere.
Dopo un anno speciale, è riuscito anche a vincere a fine stagione una 10 km tecnica libera di fondo, stracciando la concorrenza. Sta pensando di cambiare i suoi piani futuri?
No assolutamente (sorride). Non ci penso minimamente. Le due discipline sono quasi identiche nella distribuzione dello sforzo, con l’unica differenza che nel fondo manca ovviamente la fase di tiro al poligono. Dopo la stagione del biathlon, avevo staccato la spina e mi ero dedicato alle uscite in bici con gli amici. Sono sorpreso ma ovviamente felice: vincere è sempre bello.
Vincere significa anche stare sotto i riflettori della notorietà. Come sta vivendo questa fase della sua vita sportiva?
Parto da un presupposto: andrò sempre avanti con i miei obiettivi e con il mio percorso. Ricevo certamente più attenzioni dal punto di vista mediatico, penso anche agli sponsor e a tante altre cose che però, alla fine, devono staccarsi da quello che fai ogni giorno per raggiungere certi livelli nello sport. Adesso staccherò la spina e mi godrò un periodo di ferie alle Maldive con la mia ragazza. Riposare fa bene, dopo un anno così impegnativo.
Le Olimpiadi in “casa” ad Anterselva fanno già parte dei suoi pensieri quotidiani?
Fintanto che le mie aspettative prevarranno su quelle della gente all’esterno sarò tranquillo. La differenza tra una gara di Coppa del Mondo o di un Mondiale e l’Olimpiade è minimale, se non i cinque cerchi che caratterizzano i Giochi. Sono sereno, non mi interessa quello che si pensa all’esterno. Tempo al tempo, come in tutte le cose.
Die Südtirol Arena wurde neu gestaltet, das Biathlonstadion präsentiert sich modern. Was wird sich unter dem Gesichtspunkt der Strecke ändern?
Der landschaftliche Effekt ist sicherlich anders, aber in der Substanz ändert sich für die Athleten außer der Zielgeraden wenig. Jetzt kommt man mit mehr Tempo an, während es früher mit den beiden scharfen Kurven am Eingang des Stadions schwieriger war.
Nuovo anno, nuove aspettative?
Lavoro per raggiungere la vittoria nella Coppa del Mondo ed entrare nei top 5 della classifica generale. Un passo alla volta, senza pressione. Ma ho già chiaro quello che voglio.
tl/mpi
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