L’archivio di fotografie storiche della famiglia Zardini
È stato firmato l’accordo per il trasferimento dell’archivio fotografico della famiglia Zardini all’Istituto culturale Micurá de Rü, a San Martino in Badia.
Si tratta di un archivio di trecentomila fotografie storiche, di lastre di vetro, negativi, diapositive e stampe realizzate da diverse generazioni di fotografi della famiglia Zardini di Cortina d’Ampezzo, a partire da Raffaele e da sua moglie Antonia Verocai Zardini, nei primi anni del 1900, fino a Stefano, che è scomparso nel 2019.
Stefano Zardini, nipote di Raffaele e figlio di Roberto, entrambi fotografi professionisti, ha portato avanti il mestiere di famiglia per tutta la sua vita, diventando un fotoreporter di fama internazionale. Le sue fotografie e le sue creazioni artistiche sono state esposte e pubblicate sulle riviste di tutto il mondo, e il fotografo non ha mai perso l’occasione di ritrarre le montagne di casa, le Dolomiti, con la sua gente e la sua cultura. Il lavoro lo portava lontano da casa, ma Stefano tornava sempre con piacere, e la grande passione che nutriva per il paese, la cultura e la storia di Cortina lo convinsero a occuparsi con impegno e dedizione dell’archivio fotografico di famiglia che ereditato aveva nel frattempo.
Dopo la morte di Stefano Zardini, nel 2019, è stata la moglie Valentina a occuparsi dell’archivio, per trovargli un luogo adatto, ma soprattutto per far conoscere ancora di più questo patrimonio culturale, per valorizzarlo attraverso mostre, progetti e iniziative che portassero avanti le idee del marito.
La decisione di affidare l’archivio storico Zardini all’Istituto culturale Micurá de Rü va proprio nella direzione di preservare e di valorizzare queste testimonianze fotografiche di valore straordinario, unico.
La convenzione per l’affidamento dell’archivio Zardini all’Istituto Micurá de Rü è stata firmata nel Palazzo provinciale 1 di Bolzano dalla proprietaria dell’archivio, Valentina Zardini, e dalla presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto, Lara Moroder, alla presenza del vice presidente e assessore provinciale alla Formazione e Cultura ladina, Daniel Alfreider, del direttore del Dipartimento Formazione e Cultura Ladina, André Comploi, e del primo collaboratore dell’Istituto, Werner Pescosta. Secondo l’accordo, l’Istituto ladino ha ora il compito di gestire e catalogare il materiale affinché possa essere oggetto di mostre e pubblicazioni, in futuro. Nel programma delle attività dell’Istituto, per i prossimi tre anni, è stato introdotto anche questo progetto innovativo di digitalizzazione e archiviazione dell’archivio Zardini, per il quale la Provincia ha messo a disposizione risorse apposite.
Nel corso della conferenza stampa a margine della sottoscrizione della convenzione, è stato sottolineato il valore non solo materiale dell’archivio. Il progetto di digitalizzazione, conservazione e promozione delle fotografie storiche dell’archivio Zardini è un passo concreto verso l’unità e la coesione culturale dei ladini. Si mette al sicuro la memoria del passato, la si mette a disposizione delle prossime generazioni, per creare un legame tra passato, presente e futuro della comunità ladina e della sua storia.
vl (cs)
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