L’Autonomia tradotta in progetti concreti
Gestione della fauna selvatica, divieti di volo, orari degli esercizi commerciali, personale della Provincia, semplificazioni per piccole e medie imprese: ecco a cosa serve la riforma dell’Autonomia.
Con l’approvazione definitiva del disegno di legge costituzionale recante modifiche allo Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, avvenuta il 13 maggio, la Provincia di Bolzano ha ottenuto un livello di autonomia mai raggiunto prima. Gli ambiti nei quali ha competenza legislativa e amministrativa esclusiva e i margini di manovra sono, infatti, superiori a quelli che nel 1992 spinsero l’Austria a rilasciare la quietanza liberatoria che poneva fine alla controversia internazionale con l’Italia.
Un po’ come successe nel 1972, all’indomani dell’approvazione del secondo Statuto, è consapevolezza degli uomini e delle donne che hanno voluto questa riforma che il lavoro inizia ora. Il vero lavoro: tradurre le nuove competenze e il nuovo margine di manovra legislativo e amministrativo in provvedimenti concreti in campi molto vicini alle esigenze di cittadine e cittadini. Allora alle Commissioni paritetiche dei Sei e dei Dodici toccò scrivere tutte le norme di attuazione delle disposizioni statutarie: un’operazione per la quale s’immaginava fossero necessari un paio d’anni, e invece ne servirono venti. Il lavoro che attende oggi Giunta provinciale e Commissioni paritetiche non è altrettanto ponderoso, ma è bene cominciare.
Tre strade da percorrere. Il nuovo margine di manovra è concesso soprattutto dall’eliminazione del limite precedentemente costituito dai principi delle norme legislative fondamentali di riforma economico-sociale, ai quali la Corte costituzionale ha fatto riferimento in molte sentenze avverse alla Provincia. Le strade da percorrere, da un punto di vista legislativo, sono tre. In primis, sollecitare l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di norme d’attuazione già licenziate dalle Commissioni paritetiche il cui iter si è interrotto da tempo. Altre norme d’attuazione andranno modificate o scritte ex novo nelle materie di nuova competenza. Ancora, potranno essere proposti articoli di legge provinciale nelle materie nuove o riformulate.
Gli interventi legislativi e gli obiettivi concreti. Il settore nel quale il margine di manovra è incomparabilmente più ampio rispetto a prima è quello della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema d’interesse provinciale, compresa la gestione della fauna selvatica (nuova competenza esclusiva). Ciò significa che in futuro l’Alto Adige potrà attuare direttamente le direttive europee. Poiché l’Unione Europea ha ridotto lo status di protezione del lupo, la Provincia potrà emanare una propria legge che regolamenti il prelievo dei lupi sulla base di criteri scientifici. A tal fine sono previsti una raccolta sistematica dei dati e un monitoraggio dello stato di conservazione della popolazione, nonché l’istituzione di una commissione tecnica consultiva incaricata di elaborare piani di abbattimento. Su questa base, in futuro i lupi potrebbero essere prelevati nell’ambito di piani prestabiliti, analogamente alle marmotte o agli stambecchi.
Un’altra importante novità riguarda la sicurezza. Qualora un lupo dovesse attaccare delle persone, il presidente della Provincia avrebbe poteri di polizia di sicurezza e potrebbe intervenire immediatamente. In questo modo assumerebbe competenze che finora erano riservate alle autorità di pubblica sicurezza statali. Per la prima volta lo Stato trasferisce una tale competenza alla Provincia.
Si prevedono agevolazioni anche per le procedure di autorizzazione in materia ambientale. Poiché in futuro l’Alto Adige avrà maggiori competenze normative, le procedure potranno essere semplificate e velocizzate. Ciò riguarda, ad esempio, la tutela delle acque in caso di spargimento di liquami o fertilizzanti. I valori limite europei rimangono invariati ma, per quanto riguarda le procedure, le autorizzazioni, le misure di sostegno o i nuovi strumenti come la tutela contrattuale della natura, la Provincia potrà adottare regolamenti propri.
Sempre in virtù della nuova competenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse provinciale, potranno essere introdotte norme per estendere il divieto di volo, attualmente operante solo nell’ambito dei parchi naturali e nelle zone site sopra i 1.600 metri di altitudine.
Potrà essere sollecitata l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della norma di attuazione sugli orari degli esercizi commerciali, sulla quale la Commissione dei dodici ha espresso il parere favorevole definitivo. Con la riforma dello Statuto, infatti, la competenza legislativa in materia di commercio è diventata esclusiva. Discorso analogo vale per la norma di attuazione in materia di personale: in questo caso la competenza legislativa è stata riscritta, con l’aggiunta espressa della competenza sulla disciplina del rapporto di lavoro e della relativa contrattazione collettiva.
In materia di contratti pubblici, dal testo della relativa norma di attuazione potrebbe essere eliminato il riferimento alle norme legislative fondamentali di riforma economico sociale, poiché tale limite alla competenza legislativa esclusiva con la riforma dello Statuto è stato eliminato. In più, potrebbero essere introdotte norme di semplificazione delle procedure per le piccole e medie imprese collegate alla competenza in materia di viabilità, acquedotti e contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di interesse provinciale.
Insomma, le opportunità per tradurre nuove competenze e ampliati margini di manovra in provvedimenti concreti non mancheranno.
mdg
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