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Pollini sotto la lente

23/05/2025

Per chi soffre di allergie, i pollini sono una vera piaga. Da 30 anni un servizio speciale della Provincia analizza i dati relativi alla concentrazione di pollini nell'aria, ottenendo risultati eccellenti.

Grande precisione e concentrazione: i pollini vengono classificati e contati al microscopio ottico e da lì si calcola la concentrazione di polline per metro cubo d’aria. (Foto: Greta Stuefer)
Grande precisione e concentrazione: i pollini vengono classificati e contati al microscopio ottico e da lì si calcola la concentrazione di polline per metro cubo d’aria. (Foto: Greta Stuefer)

Lo sguardo attraverso il microscopio si sofferma su minuscoli granuli di colore rosa pallido. Ce ne sono innumerevoli sul vetrino giornaliero sotto la lente e, a prima vista, sembrano tutti uguali. Ma come spesso accade, anche nel caso dei granuli pollinici il diavolo si nasconde nei dettagli. Rotondi, ovali, di superficie liscia o spinosa: il polline di ogni pianta ha un aspetto diverso e anche per quanto riguarda le dimensioni la varietà è enorme. “È come l’impronta digitale di una persona”, spiegano Veronika Kofler e la biologa Magdalena Widmann del Servizio di informazione pollinica della Provincia.

30 anni di informazioni sul polline. Esattamente 30 anni fa, nel 1995, il Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima ha assunto la gestione del Servizio di informazione pollinica per l’Alto Adige. Da allora, il monitoraggio del polline viene effettuato a Bolzano e, con brevi interruzioni, anche a Silandro e Brunico.

Veronika Kofler è stata coinvolta nella raccolta e nell’analisi del polline fin quasi dall’inizio. In tutti questi anni il lavoro non ha perso nulla del suo fascino, anzi. “Ogni giorno è diverso e a volte si trovano anche nuovi tipi di polline”, spiega. “È sempre emozionante.”

In alta stagione, come in aprile o maggio, le giornate di lavoro possono però essere molto intense: in quei giorni, le due collaboratrici del laboratorio identificano e contano al microscopio ottico oltre 5.000 granuli pollinici in un vetrino. Ma come arrivano i campioni di polline in laboratorio? Il campionamento in Alto Adige avviene secondo gli standard europei con campionatori pollinici: uno è posizionato sul tetto dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima a Bolzano, altri due sui tetti degli ospedali di Silandro e Brunico. Le particelle presenti nell’aria vengono aspirate tramite una pompa a vuoto e rimangono all’interno del campionatore pollinico su una striscia di plastica adesiva. Questa è montata a sua volta su un tamburo rotante. Dopo una settimana di campionamento, il tamburo viene sostituito e portato al Laboratorio biologico di Laives, dove viene effettuata l’analisi.

“Quando il tamburo arriva da noi, la striscia adesiva viene staccata dal tamburo, tagliata in segmenti giornalieri e colorata con fucsina. Quindi i pollini vengono identificati e contati al microscopio ottico. Successivamente calcoliamo le concentrazioni di polline per metro cubo d’aria che, insieme alle previsioni attuali di temperatura e precipitazioni, costituiscono la base per le nostre previsioni polliniche”, riferisce Widmann. Tutto ciò richiede grande precisione e concentrazione, oltre che anni di formazione. Nei campioni possono infatti essere presenti fino a 40 tipi diversi di polline. Complessivamente, al microscopio vengono identificati fino a 68 tipi diversi di polline e sette diversi tipi di spore fungine per il Servizio di informazione pollinica.

Le piante anemofile sono le principali responsabili. Le cause delle allergie al polline sono principalmente i granuli pollinici delle piante anemofile. “Queste hanno fiori poco appariscenti, ma rilasciano enormi quantità di polline, migliaia di granuli microscopici che vengono trasportati dal vento su lunghe distanze”, spiega Widmann.

Le concentrazioni polliniche più elevate si registrano nell’aria in primavera, quando fioriscono alberi e arbusti, seguiti dalla fioritura delle graminacee e di varie erbe selvatiche.

“Complessivamente, la quantità totale di polline registrata negli ultimi 30 anni nelle tre stazioni di Bolzano, Silandro e Brunico è aumentata”, riferisce la direttrice del Laboratorio biologico Alberta Stenico. Anche il cambiamento climatico gioca un ruolo importante: le temperature più miti possono causare stagioni polliniche più precoci e più lunghe, con conseguenti problemi di salute più prolungati per le persone allergiche.

Informazioni importanti per la prevenzione. Per tenere sotto controllo la propria allergia, è indispensabile sapere a quali pollini si è allergici e quando e dove questi sono presenti nell’aria. “L’informazione è il primo passo verso la prevenzione”, questa è la missione del Servizio di informazione pollinica. Per molte persone allergiche al polline, il lavoro del Servizio di informazione pollinica è ormai indispensabile. La richiesta di previsioni sempre aggiornate sulla concentrazione di pollini nell’aria è molto alta, confermano Veronika Kofler e Magdalena Widmann, che ogni settimana forniscono i bollettini pollinici per Bolzano, Brunico e Silandro. Particolarmente apprezzata dalle persone con allergie è anche la previsione a 4 giorni. I calendari pollinici offrono, inoltre, una panoramica dell’andamento annuale delle concentrazioni di pollini nell’aria. Da alcuni anni, le due collaboratrici si occupano anche delle previsioni polliniche per l’Alto Adige nell’App gratuita Pollen+.

Uno sguardo al futuro. In futuro, anche l’intelligenza artificiale (IA) potrebbe essere di grande aiuto per il campionamento pollinico. “Attualmente stiamo testando un nuovo apparecchio di misurazione, il campionatore pollinico automatico “PolenoMars”, racconta Magdalena Widmann. “Ci aiuterà a raccogliere e trasmettere informazioni in tempo reale sulla concentrazione pollinica nell’aria. Questo potrebbe essere di grande aiuto soprattutto nei giorni di picco”. Tuttavia, l’IA ha ancora molto da imparare in materia di valutazione. A tal fine, dal 2023 il Servizio di informazione pollinica collabora con l’istituto di ricerca “Edmund Mach” di San Michele all’Adige al progetto CATS (Callibration Adaptation Trentino-Südtirol): “Raccogliamo pollini di piante autoctone con cui il campionatore pollinico automatico addestra il riconoscimento della flora pollinica locale”, spiega Widmann. Progetti come questo dimostrano che in Europa si sta facendo molto nel campo del campionamento pollinico e anche nel laboratorio del Servizio di informazione pollinica di Laives l’atmosfera è elettrizzante quando i pollini sono in arrivo.

mpi (mdg)

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