Una mummia per l’eternità?
Edda Guareschi è la nuova curatrice di Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio. Nell’intervista parla delle possibili nuove scoperte nella ricerca sulla mummia, del modo migliore per conservarla e di come i musei dovrebbero trattare i resti umani.
Lei ha una formazione universitaria in antropologia forense. Può citarci alcuni scheletri o mummie particolarmente interessanti che ha analizzato?
La mia esperienza riguarda principalmente gli scheletri, per distinguere quelli di interesse archeologico da quelli che potrebbero avere rilevanza forense e giuridica. Ho interpretato soprattutto le patologie per comprendere la storia della vita della persona deceduta, la causa della morte, il momento del decesso e le circostanze della morte.
Quali conoscenze della medicina legale potete applicare alla ricerca su Ötzi?
Una di queste è la fenotipizzazione, ovvero il tentativo di dedurre l’aspetto concreto della persona quando era in vita. Siamo molto affezionati all’immagine iconica di Ötzi, la ricostruzione che mostriamo nel museo, ma sappiamo che c’è molta interpretazione in gioco. Le ultime ricerche genetiche indicano una carnagione leggermente più scura e una capigliatura un po’ meno folta. Inoltre, in futuro dovremmo essere in grado di determinare con maggiore precisione l’età della persona al momento della morte. Le analisi microbiologiche potrebbero anche fare ulteriore chiarezza sulle malattie di cui soffriva. Gli studi tafonomici, a loro volta, potrebbero aiutare a capire cosa è successo al corpo nei 5.000 anni trascorsi tra la morte di Ötzi e il suo ritrovamento.
Tra i suoi compiti c’è anche lo sviluppo di tecnologie per la conservazione a lungo termine della mummia. Quali potenzialità vede in questo settore?
L’obiettivo fondamentale è quello di preservare la mummia così com’è oggi, evitando contaminazioni, degrado o altri cambiamenti. Non possiamo migliorare le condizioni della mummia, ma solo impedirne il deterioramento. A questo proposito occorre anche tenere conto delle risorse necessarie: il museo ha anche l’obiettivo di diventare più sostenibile e il funzionamento delle celle frigorifere è e rimane dispendioso in termini energetici. Inoltre, nel prossimo futuro la tecnologia dell’intelligenza artificiale potrebbe creare i presupposti per immaginare meglio la persona quando era in vita. Come si muoveva, ad esempio? In ogni caso, desideriamo conoscere ancora più da vicino questo individuo.
Finora è stato fatto un buon lavoro per quanto riguarda la conservazione della mummia?
Direi un lavoro perfetto, considerando che questo edificio non è stato costruito per ospitare la complessa tecnologia di refrigerazione o addirittura un museo. Installare un impianto di conservazione altamente tecnologico come il nostro in un edificio storico è stata una grande sfida. All’epoca non ero presente, ma oggi vedo il risultato.
Come si conciliano la ricerca scientifica e la conservazione senza mettere in pericolo l’oggetto?
Per gli esami biologici, chimici o fisici lavoreremo probabilmente con i numerosi campioni che sono già stati prelevati dal corpo della mummia negli ultimi decenni. Prelevare ulteriori campioni significherebbe scongelare la mummia, il che non le farebbe bene. Per questo motivo stiamo cercando di evitarlo.
Quale responsabilità ha un museo quando espone resti umani?
Penso che i resti umani possano rimanere nei musei se sono ben contestualizzati e danno un contributo significativo a ricerca e cultura. Tuttavia, devono essere trattati con grande rispetto e anche il pubblico deve essere sensibilizzato di conseguenza. Lo stesso vale per gli animali che popolano i musei di storia naturale di tutto il mondo. Ogni essere vivente merita di essere rispettato, anche se dopo la sua morte è custodito in un museo.
vg
Altri articoli di quest'area tematica
Ci trovate qui
Social
Abbonamenti
Ricevi la rivista cartacea gratis direttamente a casa
Con la newsletter sai sempre quando la nuova edizione è online
IscrivitiRedazione
Direttrice responsabile:
Margit Piok (pio)
Coordinamento:
Monika Pichler (mpi), Maurizio Di Giangiacomo (mdg)
Redazione: Maja Clara (mac), Elisa Egidio (ee), Carmen Kollmann (ck), Thomas Laconi (tl), Gabriel Marciano (gm), Ursula Pirchstaller (pir), Angelika Schrott (san), Katharina Trocker (kat).
Contatti
44. Agenzia di stampa e comunicazionePalazzo 1, Piazza Silvius Magnago 1
39100 Bolzano
Tel. +39 0471 41 22 10