A legna, ma nel modo giusto
Campagna di sensibilizzazione della Provincia, con spazzacamini dell’Apa e Agenzia CasaClima, per imparare a riscaldare con la legna correttamente: benefici sia all’ambiente che al portafoglio.
È come una candela, dice Christian Resch, presidente della Sezione di mestiere degli spazzacamini (lvh.apa): “Brucia da cima a fondo!’’ Quando Resch parla di “accendere una fiamma”, è nel suo elemento. Si inizia con il corretto riempimento del focolare: i ceppi più spessi vanno posizionati in basso, i ceppi sottili e i trucioli di legno o un accendifuoco in cima. Il fuoco viene poi acceso dall’alto. “Se anche l’alimentazione dell’aria è corretta, la legna brucia lentamente e si può vedere una fiamma attiva e brillante”, spiega lo spazzacamino. Quando si utilizza legna ben asciugata, non trattata, non c’è quasi fumo né fuliggine. In breve: la combustione avviene correttamente. E siccome ci vuole più tempo, si consuma meno legna e la stufa può assorbire più calore.
Ora la parte importante: basta non aggiungere altro! “Anche questa è un’abitudine comune che ha un effetto negativo sulla combustione della legna”, dice Christian Resch. “Non si dovrebbe aggiungere legna quando il fuoco sta bruciando. Solo dopo che le fiamme si sono spente - sulle braci”, dice. Infatti, la stufa non è in grado di assorbire altro calore, che fuoriesce inutilizzato attraverso il camino. Lo spazzacamino di Laives che ha alle spalle un’esperienza pluriennale conosce il metodo corretto di gestire stufe e caminetti a legna. Mentre i gestori di piccoli impianti di combustione anni fa hanno talvolta utilizzato legno trattato, giornali o addirittura rifiuti, oggi le persone sono più sensibilizzate, riferisce Resch. Ma quando si tratta di ciò che entra nella stufa e, in una seconda fase, ciò che esce dal camino, c’è ancora spazio per migliorare.
l riscaldamento a legna va imparato. “Questo è legato al fatto che nel bruciare la legna si possono fare molte cose giuste, ma anche molte cose sbagliate’’, afferma Georg Pichler, direttore dell’Ufficio provinciale Aria e rumore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. I sistemi di riscaldamento a legna sono considerati rispettosi del clima e dell’ambiente. Tuttavia, la combustione impropria della legna rilascia particolato e idrocarburi nocivi come il benzo(a)pirene e ha quindi un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute. “Circa il 75% delle emissioni di PM10 e PM2,5 e circa il 95% delle emissioni di benzo(a)pirene a livello provinciale provengono da processi di combustione non industriali, vale a dire da sistemi di riscaldamento domestico alimentati a legna. Se la combustione del legno è impropria - ad esempio, se il combustibile è troppo umido - le emissioni di particolato sono fino a 50 volte più elevate rispetto a una combustione corretta”, riferisce Pichler. Gli effetti sono particolarmente evidenti nelle valli, dove gli inquinanti si accumulano in autunno e in inverno a fondovalle in condizioni meteorologiche di inversione.
Meno emissioni per un’aria migliore. L’Alto Adige ha circa 90.000 impianti di riscaldamento a legna, di cui circa 70.000 sono piccoli impianti come stufe in maiolica, cucine e stufe a legna. Mentre i grandi impianti di riscaldamento a legna sono regolati automaticamente e quindi bruciano in modo controllato, i sistemi di riscaldamento a legna più piccoli sono alimentati manualmente, ed è importante farli funzionare correttamente. Ciò consente di ridurre le emissioni in modo mirato. Il che porta anche vantaggi economici: se una stufa a legna viene utilizzata correttamente, si consuma meno combustibile e l’impianto dura più a lungo, ha una minore necessità di manutenzione straordinaria e si riduce il rischio di incendi.
Campagna informativa e raccolta dati. Per questo motivo, la Provincia di Bolzano ha lanciato la campagna di sensibilizzazione „Riscaldare con la legna… ma bene!”. Le 18 aziende di spazzacamini partecipanti provengono da tutto l’Alto Adige e offrono consigli completi ai propri e alle proprie clienti riguardo un riscaldamento ecologico ed efficiente (vedi suggerimenti a pagina 15). Raccolgono inoltre un’ampia gamma di dati sul funzionamento di piccoli impianti a legna tramite un’app. Il servizio di consulenza per cittadini e aziende non è obbligatorio ed è gratuito. “I dati raccolti ci consentiranno di ottenere una buona panoramica a lungo termine delle piccole strutture in Alto Adige”, afferma Georg Picher. Anche il feedback dei cittadini e delle cittadine riguardo i consigli sono positivi: “Finora la campagna è stata ben accolta”, dice soddisfatto Christian Resch mentre si affretta verso il prossimo appuntamento di consulenza.
mpi
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