“È un pezzo della nostra Heimat”
Il 20 ottobre 2005, dopo lunghe discussioni, l’UE ha approvato il nuovo marchio di qualità altoatesino. Quasi nessuno conosce la sua storia meglio di Paul Zandanel, responsabile PR per i prodotti di qualità altoatesini di IDM Südtirol.
Il 20 ottobre 2005 la Commissione Europea ha approvato il nuovo marchio di qualità, il quale è diventato una pietra miliare dopo un lungo lavoro di valorizzazione a Bruxelles. Solo pochi conoscono la storia del marchio così bene come Paul Zandanel, che ha seguito il progetto fin dall’inizio.
Signor Zandanel, com’è che tutto ha avuto inizio?
Nel 1991 ho assunto il mio incarico nell’Ufficio Attività promozionali e fiere della Camera di Commercio a Bolzano. All’epoca il marchio di qualità vantava già 15 anni di storia. Ciò che negli anni Settanta è nato come idea pionieristica, è diventato un simbolo di qualità certificata e di provenienza regionale. L’obiettivo era quello di rendere sicuri i prodotti agrari dell’Alto Adige, come garanti di autenticità e ambasciatori della Provincia sul mercato internazionale. L’introduzione di questo marchio nel 1976 era un progetto comunitario della politica e dell’economia e rappresenta ancora oggi una pietra miliare.
Come si è sviluppato il marchio di qualità?
In origine l’etichetta con il contorno delle montagne contraddistingueva prodotti caseari e in seguito speck, pane o miele. Con l’introduzione dei marchi di provenienza europei nel 1992 si è aggiunto un ulteriore standard di qualità. Nel 2005 è arrivato il marchio ombrello Alto Adige che ha riunito turismo e mondo produttivo dal panorama locale, un modello esemplare in tutta Europa. Oggi oltre 200 aziende possiedono il marchio “Qualità Alto Adige”, utilizzato per prodotti certificati UE come le mele altoatesine IGP, lo speck altoatesino IGP, lo Schüttelbrot dell’Alto Adige IGP o il formaggio di Stelvio DOP.
Quali sono state le sfide dei primi anni?
L’accettazione era notevole ma è stato necessario fare rete. Il lavoro sinergico tra l’Amministrazione provinciale, la Camera di commercio e i produttori è stato decisivo. Fin da subito sono state coordinate in modo professionale attività promozionali, in un primo momento attraverso l’organizzazione di export EOS e Alto Adige Marketing (SMG), oggi attraverso IDM Alto Adige. Entrambi i marchi, marchi ombrello e sigilli di qualità sono registrati a livello internazionale e conformi alle norme UE.
Com’è cambiata la concezione della qualità da allora?
Fin dall’inizio era chiaro: adesso l’Alto Adige può puntare sulla qualità. Tale approccio si è affermato in tutti gli ambiti dell’economia, dall’agricoltura all’artigianato fino all’industria. Oggi il marchio Alto Adige è concepito come “marchio regionale”, che promuove i valori di qualità, sostenibilità e innovazione in tutti i settori.
Cosa contraddistingue le aziende con un marchio di qualità?
Il riconoscimento comune della qualità e la stretta sinergia con la Provincia. Ogni azienda che porta il sigillo trae vantaggio da una forte immagine del marchio e dal sostegno di IDM nello sviluppo dei prodotti, nel marketing nella digitalizzazione e nell’internazionalizzazione.
Com’è la risonanza tra il pubblico?
Ricerche di mercato mostrano un’elevata accettazione in Alto Adige. I consumatori e le consumatrici sono pronti a spendere di più per una qualità certificata: esattamente questo era uno degli obiettivi iniziali. All’estero sono particolarmente rinomati i prodotti certificati UE: vino, mele e speck hanno uno status di eccellenza e sono sinonimo di gusto unico e gioia di vivere.
La sostenibilità svolge oggi un ruolo centrale. Se ne parlava anche prima?
Sì, anche quando non era ancora conosciuta con questo nome. I prodotti regionali sono già di per sè sostenibili: “no OGM”, tracciabili e di produzione naturale. Tutti i prodotti di qualità vengono elaborati e confezionati in Alto Adige, senza ingredienti industriali o conservanti.
Quale momento le è rimasto particolarmente impresso?
La strategia del marchio ombrello 2003, condotta dall’agenzia di Metadesign di Berlino, è stata determinante. Con i workshop e la Giornata del marchio a Castel Tirolo a maggio 2004 si è creata un’atmosfera di novità, la sensazione di far parte di un progetto orientato nella giusta direzione. Nonostante le critiche iniziali, il successo ci ha dato ragione.
Come vede il futuro del marchio di qualità?
Molto positivo. In tempi di incertezza e di scandali alimentari, i prodotti regionali rappresentano sicurezza e credibilità. Resta però fondamentale aggiornare i criteri di qualità e sostenere le piccole imprese nel processo di innovazione e certificazione. Il valore risiede nel fare rete e nella responsabilità collettiva.
Infine: cosa significa per lei questo anniversario?
Mi riempie di orgoglio. Per oltre 30 anni mi sono dedicato ai prodotti di qualità dell’Alto Adige e ho avuto la possibilità di lavorare con molte persone appassionate. L’anniversario rappresenta per me un momento per guardare retrospettivamente al passato e, al contempo, uno sguardo in avanti, perchè ogni prodotto con il marchio di qualità ci ricorda da dove veniamo.
rm/ee
Ci trovate qui
Social
Abbonamenti
Ricevi la rivista cartacea gratis direttamente a casa
Con la newsletter sai sempre quando la nuova edizione è online
IscrivitiRedazione
Direttrice responsabile:
Margit Piok (pio)
Coordinamento:
Monika Pichler (mpi), Maurizio Di Giangiacomo (mdg)
Redazione: Maja Clara (mac), Elisa Egidio (ee), Carmen Kollmann (ck), Thomas Laconi (tl), Gabriel Marciano (gm), Ursula Pirchstaller (pir), Angelika Schrott (san), Katharina Trocker (kat).
Contatti
44. Agenzia di stampa e comunicazionePalazzo 1, Piazza Silvius Magnago 1
39100 Bolzano
Tel. +39 0471 41 22 10