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I collezionisti di dati

22/05/2026

Riescono a scorgere le tendenze quando sono ancora in fase embrionale, lanciano l’allarme non appena i valori subiscono oscillazioni e verificano se le misure adottate hanno successo. Stiamo parlando degli esperti di dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia.

Raccolgono, analizzano e gestiscono tutti i dati relativi al mercato del lavoro altoatesino: il direttore della Ripartizio-ne Stefan Luther (nella foto da sinistra), Friedl Brancalion, Walter Niedermair, Thomas Benelli, Werner Pramstrahler (manca Antonio Gulino). (Foto: Fabio Brucculeri)
Raccolgono, analizzano e gestiscono tutti i dati relativi al mercato del lavoro altoatesino: il direttore della Ripartizio-ne Stefan Luther (nella foto da sinistra), Friedl Brancalion, Walter Niedermair, Thomas Benelli, Werner Pramstrahler (manca Antonio Gulino). (Foto: Fabio Brucculeri)

In media ogni anno presso la Ripartizione Servizio mercato del lavoro, nel Palazzo provinciale 12 a Bolzano, arrivano circa mezzo milione di comunicazioni relative ai contratti di lavoro. Risulterebbe inimmaginabile se questa mole di dati dovesse essere inserita ancora oggi manualmente. L’Osservatorio del mercato del lavoro (OML), come molti altri uffici, ha tratto enorme beneficio dalla digitalizzazione. “La serie storica dei nostri dati risale a oltre 25 anni fa. Dal 2009 registriamo esclusivamente per via telematica la stipula di nuovi contratti di lavoro, le loro variazioni e la cessazione dei rapporti d’impiego”, riferisce Walter Niedermair. Assieme ad Antonio Gulino, Friedl Brancalion, Thomas Benelli e Werner Pramstrahler, Niedermair monitora con estrema precisione l’evoluzione del mercato del lavoro altoatesino, giorno dopo giorno e mese dopo mese.

Accanto al monitoraggio dell’occupazione, anche i dati sulla disoccupazione e i posti vacanti rappresentano indicatori fondamentali per valutare lo stato di salute del mercato del la-voro. “Oltre a queste fonti, basiamo le nostre analisi anche sui dati del sistema informativo scolastico. Ad esempio, quando analizziamo quale percorso professionale scelgano i diplomati e le diplomate dei licei o delle scuole professionali”, spiega Walter Niedermair. Solo disponendo di queste informazioni è possibile trarre conclusioni significative: emerge infatti che le persone con la sola licenza media rappresentano solo il 6% circa degli occupati, ma costituiscono circa il 40% tra i disoccupati.

Politiche  attive  del  lavoro.  Risultati come questi possono fungere da base per l’implementazione di misure di politica attiva del lavoro, come programmi di formazione per i disoccupati o l’intensificazione dei servizi di intermediazione. In questo contesto l’Osservatorio del mercato del lavoro rappresenta l’organismo capace di individuare precocemente sviluppi problematici e di fungere da bussola per la politica. “In generale, le decisioni di politica del lavoro dovrebbero basarsi fortemente sui dati”, affermano i collaboratori. Incrociando le banche dati amministrative esistenti si giunge a risultati estremamente interessanti. Questo tipo di analisi può rivelarsi straordinariamente appassionante, riferiscono gli esperti. Ad esempio, vengono messi in relazione l’andamento dei redditi e le professioni, oppure i flussi dei pendolari sul mercato occupazionale.

Appassionante analisi dei dati. Anche temi di stretta attualità, come le motivazioni che spingono all’emigrazione dall’Alto Adige, sono al centro dell’attenzione. A tal proposito è attualmente in corso un’indagine che mira a fornire non solo dati numerici ma anche qualitativi per andare a fondo delle ragioni alla base della tendenza all’espatrio.

“Abbiamo intervistato tutti quegli altoatesini e quelle altoatesine che hanno deciso di lasciare la nostra provincia per chiedere loro quali fossero i motivi”, spiega Niedermair. L’emigrazione, in particolare quella della forza lavoro, sta diventando infatti un problema sempre più pressante per la provincia di Bolzano. Gli esperti del mercato del lavoro si attendono riscontri interessanti che costituiranno la base affinché la politica possa adottare contromisure adeguate.

“Siamo in grado di rilevare rapidamente tutto ciò che è misurabile, come ad esempio i cambiamenti nel mercato del lavoro portati dal centro commerciale WaltherPark a Bolzano”, afferma Walter Niedermair citando una delle analisi più recenti. L’occupazione nel commercio al dettaglio bolzanino è sensibilmente aumentata grazie a ciò e numerosi disoccupati hanno trovato un impiego all’interno dei negozi.

Numerose pubblicazioni. L’Osservatorio del mercato del lavoro elabora poi temi di questo genere nelle proprie pubblicazioni, ossia il rapporto semestrale sul mercato del lavoro, il mensile “Mercato del lavoro news” e la pubblicazione “Mercato del lavoro flash”, che il quarto giorno di ogni mese offre una panoramica sulla situazione occupazionale corrente. È inoltre disponibile un monitoraggio dell’occupazione aggiornato quotidianamente.

Agli esperti sta particolarmente a cuore che i dati sulla disoccupazione vengano contestualizzati correttamente. A seconda della fonte dei dati si ottengono, infatti, valori differenti. “Il nostro indicatore, la cosiddetta disoccupazione amministrativa, comprende tutte le persone ufficialmente iscritte come disoccupate presso i Centri di mediazione lavoro dell’Alto Adige”, spiega il team. Il tasso di disoccupazione dell’ASTAT si basa invece su indagini campionarie e fornisce dati comparabili a livello internazionale: un valore di riferimento fondamentale. Mentre questo tasso si attesta attualmente a poco meno del 2%, la disoccupazione in ambito amministrativo supera il 6%; un valore che richiede attenzione e segnala la necessità di intervenire.

Grazie a un collaudato confronto con il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano, i dati dell’Osservatorio sono anche georeferenziati: in altre parole, è possibile individuare chiara-mente dove risiedono e dove lavorano gli occupati. “Questo è importante anche per la Protezione civile, perché in caso di catastrofe l’Agenzia sa immediatamente quante persone si trovano in un determinato luogo”, aggiunge Niedermair. Infine, questo consente anche di effettuare analisi dettagliate sui pendolari transfrontalieri, come già avvenuto per l’Alta Val Venosta.

Monitoraggio delle misure. Non da ultimo, l’OML dispone di uno strumento utile ai fini delle politiche del lavoro: il monitoraggio delle misure adottate, che permette di valutare con estrema precisione se i corsi di formazione e le iniziative di intermediazione per i disoccupati e le disoccupate si siano rivelati realmente efficaci.

Gli esperti descrivono l’attuale situazione “meteorologica” sul mercato del lavoro altoatesino come soleggiata o leggermente nuvolosa: l’occupazione cresce, ma non in tutti i settori; il tasso di disoccupazione aumenta, specialmente tra i non residenti in Alto Adige; più di tre nuovi assunti su quattro provengono dall’estero. Il lavoratore trova nella nostra provincia condizioni favorevoli come non accadeva da tempo, poiché la carenza di manodopera è percepibile in modo trasversale in ogni ambito. Tutte queste sono evidenze che diventano chiare solo grazie a un’osservazione efficiente e attenta del mercato del lavoro, e che risultano utili tanto ai lavoratori e alle lavoratrici quanto ai datori di lavoro e alla politica.

pir/ses

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