IPES: un Istituto in costante evoluzione
Per comprendere appieno il ruolo dell’Istituto per l’edilizia sociale (IPES) abbiamo intervistato la presidente, Francesca Tosolini. Emerge l’importanza di un Ente fondamentale per il territorio e la popolazione altoatesina.
Presidente Tosolini, come presenterebbe l’IPES a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare?
L’Istituto per l’edilizia sociale (IPES) gestisce con i suoi 13.468 alloggi e circa 30 mila inquilini un patrimonio umano che rappresenta la terza città dell’Alto Adige. Una città con tutte le componenti sia sotto il profilo demografico che sociale. L’Istituto è nato fondamentalmente per sostenere le esigenze abitative delle fasce economicamente fragili della popolazione anche se ad oggi è cambiata la nostra utenza. La gamma delle fragilità economiche è molto più ampia, non sono più così frequenti le famiglie numerose con redditi bassi, spesso i nostri utenti sono rappresentati da famiglie mononucleari o di due persone, con redditi medio/ bassi. Fino a qualche tempo fa questa tipologia di famiglie poteva tranquillamente rivolgersi al mercato privato. Oggi questo non è più possibile a causa dei profondi cambiamenti di carattere socioeconomico e demografico. Sono numerosi i giovani che si rivolgono all’IPES anche se tendenzialmente abbiamo un inquilinato anziano. Basti pensare che oltre 6.500 intestatari di un contratto superano i 65 anni di età, la gran parte dei quali vivono da soli, oltre 300 sono ultranovantenni, una settantina di inquilini over 65 convive con una badante. Per quanto riguarda gli anziani nel 2024 partirà a Bolzano un progetto nell’ex convitto del Giovane lavoratore ad Oltrisarco che prevede la costruzione di 65 piccoli alloggi senza barriere architettoniche, un’offerta interessante per le persone anziane del quartiere e per chi occupa alloggi di grandi dimensioni.
Quali innovazioni derivano dalla legge provinciale del 2022?
Sia per quanto riguarda le persone con disabilità che gli anziani siamo in grado di assicurare condizioni abitative prive di barriere architettoniche. Per quanto riguarda il cohousing ed i modelli abitativi intergenerazionali previsti dalla legge provinciale “Edilizia abitativa pubblica e sociale”, entrata in vigore nel 2022, al momento non si registrano progetti in fase di realizzazione. Progetti a medio termine riguardano invece l’estensione dell’”Abitare giovane” ad altri Comuni oltre a quello di Laives dove partirà a breve, nella zona Toggenburg, il primo bando rivolto specificatamente ai giovani. Si tratta di un progetto innovativo a canone sostenibile che riguarda 15 alloggi destinati ai giovani ed alle giovani coppie sino ai 35 anni. È un edificio nuovo dove parte degli alloggi sono già stati assegnati a canone sociale in base alle classiche graduatorie ed una parte verranno assegnate in base al programma “Abitare giovane”. Vogliamo portare questo modello innovativo in tutti i Comuni dell’Alto Adige grazie alla nuova legge che pone nuove basi giuridiche per consentire ai Comuni di intervenire in maniera più rapida ed efficace.
Come descriverebbe le sfide dei prossimi anni?
Abbiamo dei traguardi importanti da raggiungere nel prossimo decennio, non solo sotto il profilo della performance, ma anche dell’impatto sull’ambiente sia nelle nuove costruzioni che nel risanamento e recupero dell’esistente. Dovremo trovare un equilibrio economico in un contesto più difficile rispetto al passato con un’attenzione particolare alla qualità architettonica, ma anche alla sostenibilità rispetto alla vita degli inquilini. A livello nazionale siamo considerati un’eccellenza in questo campo, vengono da altre regioni per vedere quello che realizziamo. Collaboriamo proficuamente da anni con l’Agenzia CasaClima e nel 2020 abbiamo ottenuto un ambìto riconoscimento nel campo della sostenibilità ambientale per il progetto “Sinfonia” realizzato in via Similaun, via Cagliari, via Palermo e via Milano a Bolzano di concerto con l’Agenzia. Va inoltre sottolineata la notevole ricaduta economica che l’attività dell’IPES ha sulla realtà produttiva locale delle piccole e medie imprese. L’IPES sta riformulando anche i criteri tecnici delle nuove costruzioni ed anche della manutenzione, del risanamento energetico e del ripristino degli alloggi che occupa circa il 20-25% dei fondi impegnati dall’Istituto. Nell’arco di un anno vengono effettuati circa 5.000 interventi di manutenzione. Continuiamo a dare importanza al risanamento del nostro patrimonio esistente, ma contestualmente stiamo portando avanti un programma edilizio ambizioso. Ogni anno si liberano, per vari motivi, circa 400 alloggi. Attualmente sono in fase di ristrutturazione circa 250 alloggi, 170 alloggi sono assegnati ed in attesa di stipula. Ovviamente si tratta di un impegno che non potrà mai giungere ad esaurimento in quanto la domanda sarà sempre superiore all’offerta. Voglio comunque sottolineare che le situazioni critiche sono tante e tutte degne di attenzione da parte dell’Istituto
fg/ck
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