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Mettiamoci in gioco

22/10/2026

Philipp Achammer è il membro più giovane della Giunta provinciale altoatesina e, allo stesso tempo, uno dei più longevi. Parla del cambiamento della politica, dell’educazione alla democrazia e delle pari opportunità nell’istruzione.

Philipp Achammer, nato nel 1985 a Bressanone, è sposato e ha due figli. Fin dalla sua giovinezza Achammer è attivo in politica. (Foto: Fabio Brucculeri)
Philipp Achammer, nato nel 1985 a Bressanone, è sposato e ha due figli. Fin dalla sua giovinezza Achammer è attivo in politica. (Foto: Fabio Brucculeri)

Assessore Achammer, lei è attivo politicamente fin da quando era giovane. Come è iniziato il suo percorso? E quale ruolo ha giocato la sua famiglia?

Ho mosso i primi passi in politica nel Consiglio comunale di Vandoies e nella Junge Generation della SVP. Successivamente sono diventato segretario provinciale della SVP, incarico che ho svolto a tempo pieno. Per me la politica significa poter contribuire a costruire il futuro, impegnarsi in prima persona e fare la differenza. Ma significa anche dialogare, confrontarsi e cercare insieme soluzioni condivise. La mia famiglia mi ha sempre appoggiato in questo, sebbene l’impegno politico richieda naturalmente molto tempo. Ho quindi imparato a ritagliarmi consapevolmente degli spazi in cui la politica non viene al primo posto.

Anagraficamente è il più giovane assessore di questa Giunta provinciale, ma politicamente è uno dei più longevi in carica, insieme al presidente della Provincia. La politica è cambiata negli ultimi 20 anni?

Sì, credo proprio che la politica, e soprattutto il dibattito politico, siano cambiati profondamente. Stiamo assistendo al fatto che slogan semplici e populistici spesso arrivano alle per-sone più rapidamente dei contenuti politici seri. Questo deve farci riflettere. Non si tratta di condannare ogni singola dichiarazione dai toni polemici. Ma dobbiamo capire perché le risposte semplicistiche siano diventate così attraenti. Proprio per questo è importante riavvicinare le persone -in particolare i giovani, ma non solo -alla politica, alla democrazia e ai va-lori democratici fondamentali. Non possiamo rimanere indifferenti a ciò che accadrà domani e dopodomani, perché ne va del futuro di tutti noi.

In qualità di assessore provinciale all’istruzione, lei guida la politica scolastica dell’Alto Adige da oltre dodici anni. Che ricordo ha dei suoi anni di scuola?

Credo di essere stato uno studente tranquillo. Di certo, conservo un bel ricordo dei miei anni scolastici. Un periodo particolarmente formativo è stato quello trascorso al liceo linguistico di Bressanone, perché è lì che ho iniziato a impegnarmi in politica. I miei insegnanti mi hanno sempre sostenuto e incoraggiato in questo percorso.

Con il “Dialogo sulla formazione” è stato avviato un percorso di ampio respiro. Cosa si aspettava personalmente da questa iniziativa e perché ce n’è bisogno?

manifestano prima che in altri ambiti e in modo più immediato. Per questo motivo la scuola e l’istruzione devono sapersi rinnovare e progredire costantemente. Con il Dialogo sulla formazione vogliamo raggiungere proprio questo obiettivo: venirci in-contro, dialogare con franchezza e riflettere insieme su quali misure siano necessarie per preparare al meglio la scuola di oggi e di domani. Ritengo che abbiamo compiuto grandi passi in avanti e che ora dobbiamo continuare a lavorare con impegno. Perché non dobbiamo mai dimenticare una cosa: al centro c’è sempre il bambino con i suoi bisogni. Dobbiamo fare tutto il possibile affinché ogni bambina e ogni bambino nella nostra provincia abbia, per quanto possibile, le stesse opportunità. L’equità nel mondo dell’istruzione è da sempre un tema che mi sta molto a cuore e che non dobbiamo mai perdere di vista in nessuna decisione.

Oltre all’istruzione, in questa legislatura lei segue anche la cultura tedesca, l’innovazione e la ricerca, i musei e i beni culturali. Qual è, a suo avviso, la sfida più grande?

Viviamo in tempi turbolenti e questi cambiamenti si avvertono in tutti i settori di mia competenza. Le divisioni e i toni esasperati si fanno sempre più forti, ma questa non può essere la nostra strada. Ogni ambito presenta sfide specifiche. Nel settore cultura-le, ad esempio, è necessario garantire retribuzioni giuste e adeguate a chi offre servizi culturali. Allo stesso tempo, dobbiamo opporci a qualsiasi ingerenza nella cultura e nella scienza. Servono spazi di confronto aperti e la possibilità di crescere e svilupparsi liberamente. Ciò vale anche per l’innovazione e la ricerca, dove nei prossimi anni ci attendono importanti sviluppi, soprattutto per quanto riguarda il NOI Techpark. Anche in relazione al tema dei musei e della tutela dei beni culturali dobbiamo andare avanti, senza però perdere di vista il passa-to. Dobbiamo trarre dalla storia e dal presente quegli elementi che sono capaci di fornirci un orientamento per il futuro. Sono convinto che si debba continuare a investire in questi ambiti, perché tengono unita la società, creano punti di riferimento condivisi e rafforzano la convivenza. E proprio in tempi come questi, tutto ciò è di importanza cruciale.

L’educazione alla democrazia è un tema che le sta molto a cuore. Perché è necessaria proprio ora? 

Perché la democrazia non è mai scontata. Dobbiamo batterci con consapevolezza e con tutte le nostre forze per contrastare la perdita della memoria storica e ogni forma di arretramento sociale. Viviamo in un’epoca in cui a domande complesse vengono date sempre più spesso risposte semplicistiche. Allo stesso tempo, non manca-no i tentativi di condizionare il mondo dell’istruzione, della scienza e della cultura. Questo non deve però lasciarci indifferenti. Dobbiamo impegnarci per la democrazia e fare in modo che nessuno abbia la sensazione di essere stato dimenticato. È nostro compito imparare dalla storia e tutelare le libertà fondamentali sancite dalla Costituzione. Mettiamoci, quindi, in gioco e non cediamo alla tentazione di tornare indietro seguendo la via apparentemente più semplice!


Philipp Achammer, nato nel 1985 a Bressanone, è sposato e ha due figli. Fin dalla sua giovinezza Achammer è attivo in politica: inizialmente nel Consiglio comunale di Vandoies, poi tra l’altro come responsabile provinciale per i giovani, segretario provinciale e presidente della Südtiroler Volkspartei. Nell’autunno del 2013 Achammer è stato eletto nel Consiglio provinciale dell’Alto Adige, ed era all’epoca il secondo consigliere più giovane. Da gennaio 2014 è membro della Giunta provinciale. Nell’attuale legislatura, Achammer è responsabile dei settori dell’istruzione e della cultura tedesca, del diritto allo studio, dei beni culturali, dell’innovazione, della ricerca, dell’università e dei musei.

ck/str

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