Tre domande a Pierpaolo Macconi
Pierpaolo Macconi, tecnico del Centro funzionale provinciale, esperto di Piani delle zone di pericolo
I 93 Piani già approvati si sono già dimostrati affidabili, in occasione dei tanti eventi idrogeologici estremi degli scorsi anni? Gli eventi recenti hanno in generale confermato un’ottima affidabilità dei Piani. Ovviamente, a causa della complessità dei fenomeni naturali, alcuni eventi particolari non risultano perfettamente rappresentati nei Piani. I PZP possono ovviamente essere aggiornati anche in seguito ad eventi eccezionali.
La natura sempre più estrema degli eventi atmosferici impone o potrebbe imporre l’aggiornamento dei PZP? I Piani già considerano eventi estremi, definiti anche “a bassa probabilità di accadimento”. Ma gli effetti del cambiamento climatico, per quanto evidenti, sono ancora difficilmente quantificabili. Aumenta l’incertezza, i rischi evidenziati dal PZP vanno gestiti elasticamente.
In quale maniera viene valutato il declassamento di una zona rossa? Nel momento in cui venga realizzata un’opera di mitigazione, come un vallo, una briglia filtrante o un argine paravalanghe, è possibile procedere ad una nuova valutazione del pericolo. Le opere però non potranno mai annullare completamente la pericolosità.
mdg
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